La Procura di Bari sequestra discarica. Preoccupazione di Legambiente

«Siamo fortemente preoccupati per le possibili conseguenze che tali comportamenti illeciti determineranno, non solo dal punto di vista delle ripercussioni sulla salute dei cittadini – a causa dell’eventuale disastro ambientale dovuto al possibile inquinamento della falda – ma anche da quello legato allo smaltimento dei rifiuti della discarica di Conversano che, ora, saranno condotti altrove con un innalzamento notevole dei costi di gestione. In Puglia purtroppo sono ancora basse le percentuali di raccolta differenziata e ancora tanti i rifiuti indifferenziati che vengono smaltiti in discarica».

Così Francesco Tarantini, presidente Legambiente Puglia, all’indomani dell’operazione condotta dai Carabinieri del Noe e della Guardia Costiera che ha portato il gip del Tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli al sequestro preventivo senza facoltà d’uso della delle due vasche di soccorso agli impianti di cdr e al vecchio sito chiuso nel marzo 2011 della discarica di Conversano (BA) in contrada Martucci,  

Undici gli indagati tra dirigenti della ditta Lombardi Ecologia, Rocco e Paolo Lombardi; tecnici degli impianti, il direttore dei lavori Carmine Carella, il capo impianto Angelo Vito Antonio Procaccio, i responsabili del cantiere Giancarlo Florio ed Enrico Tatò, l’amministratore di Progetto Gestione Bacino Bari 5 Antonio Albanese e il direttore tecnico del Consorzio Gestioni Ambientali Saverio Misceo; Francesco Bitetto, Antonio De Risi e Romano Donno della Commissione di Collaudo della Regione Puglia.  Contestati a vario titolo reati fra cui omissione di atti di ufficio, falso, frode nelle pubbliche forniture e truffa aggravata.

Le indagini effettuate (rilievi tecnici e intercettazioni telefoniche) hanno evidenziato diverse criticità: non solo l’inidoneità morfologica del suolo, ma anche vasche di soccorso non a norma, conferimento di rifiuti pericolosi, la non corretta biostabilizzazione dei rifiuti (produzione di Frazione Organica Stabilizzata (FOS) a partire dalla frazione umida dei RUR (Rifiuti Urbani Residui) – ndr) e omesse procedure di collaudo. La vecchia discarica, contigua alla nuova, ospita abbancamenti di rifiuti pericolosi non autorizzati; da essa provengono, inoltre, emissioni gassose nocive. Un anno fa, un ex dipendente della ditta che gestisce l’impianto, con una ruspa ha  scavato in un fondo a circa un chilometro di distanza dalla discarica con l’obiettivo di dimostrare che i rifiuti disseppelliti fossero pericolosi e smaltiti illegalmente.

Legambiente, attraverso i circoli di Mola di Bari e Conversano, è sempre stata in prima linea sul fronte della discarica in contrada Martucci, evidenziando, tra le altre cose, il mancato decollo della raccolta differenziata porta a porta secco/umido nei ventuno comuni che smaltiscono nella discarica di Conversano.

«Chiediamo alla Regione Puglia – ha concluso Tarantini – alla luce di ciò che sta accadendo a Conversano, di convocare quanto prima l’Osservatorio Regionale Rifiuti, istituito con legge regionale 36/2009, al fine di monitorare la corretta gestione del ciclo di rifiuti in Puglia».

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