La Pompei del Paleolitico sta morendo

Il giornalista di "Presa diretta" Domenico Iannaccone intervista Emilio Izzo

Questo che pubblichiamo è un appello rivolto al Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi. Al centro dell’appello, la drammatica situazione in cui in Molise, nei pressi di Isernia per la precisione,versa un sito risalente al Paleolitico e paragonato, per la sua importanza a Pompei. A 34 anni dalla scoperta del sito di inestimabile valore nulla è stato fatto di significativo per preservarlo; e l’appello vuole sollevare anche la questione di Emilio Izzo, un funzionario Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, che ha sempre difeso – curato – il sito, ma con i risultati che leggerete nell’appello stesso e in un documento dello stesso Izzo.

L’appello per salvare il sito è sottoscritto, tra gli altri, dalle tre sigle sindacali CGIL, CISL, UIL, da associazioni come Libera Molise e Osservatorio molisano sulla legalità, da amministratori come i Presidenti della giunta regionale Iorio, del Consiglio regionale Pietracupa, della Provincia di Isernia Mazzuto; si sono mobilitati partiti come il PD e Sinistra Ecologia e Libertà; persino l’UNESCO si sta interessando della vicenda, senza parlare della gente comune, degli artisti e del mondo della scuola. Anche trasmissioni televisive come Sereno variabile e Presa diretta hanno parlato del sito e del suo colpevole abbandono. Ora ne parliamo anche noi di Ambient&Ambienti.

 

AL MINISTRO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

 

On. Sig. Ministro, in Molise, nella seconda provincia del territorio, Isernia, nel 1978 fu rinvenuto quello che a giusto titolo, viene definito dal mondo scientifico internazionale “il più grande e il più ricco giacimento preistorico d’Europa”. Nonostante l’immensità del ritrovamento e del clamore che suscitò, nonostante ingenti finanziamenti ministeriali e regionali per la realizzazione del grandioso “Museo del Paleolitico”, tale struttura in quasi trent’anni non ha visto la sua ultimazione danneggiando di fatto l’importanza del sito. In questi anni, molti si sono sottratti al proprio compito di dirigenti , di funzionari, di addetti ai lavori e tanto ne ha risentito la tutela. Sì sig. Ministro, proprio la tutela, quell’aspetto per il Suo dicastero non secondario, anzi indispensabile tanto da essere la missione del Suo Ufficio. Fra i tanti, caparbio, isolato e imperterrito, ha lavorato di didattica e divulgazione, senza oneri aggiuntivi anche nelle situazioni più estreme, il coordinatore delle attività di promozione, comunicazione e valorizzazione della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Molise, Emilio Izzo. Purtroppo, il suo attaccamento al lavoro, il suo zelo e la sua fedeltà allo stato e alla trasmissione della verità scientifica e tecnica, lo hanno portato a comunicare, così come gli impone il dovere, anche aspetti delle travagliate lavorazioni non proprio cristalline, tanto da meritarsi come ricompensa, la sostituzione delle serrature del sito e l’impossibilità ad accedervi. Così, sig. Ministro, il funzionario è stato colpito nell’assolvimento del proprio lavoro, il sito rimane clamorosamente chiuso ed in più viene a mancare l’unico soggetto che da un paio di anni circa garantiva un controllo alle lavorazioni che, come non mai, andavano verso il compimento. Sig. Ministro, le ritorsioni subite dal lavoratore sono inaudite nonché spregevoli in quanto messe in opera all’insaputa dell’interessato; pertanto, mi appello alla Sua levatura affinché intervenga sulla questione al fine di far ristabilire la corretta procedura amministrativa, di far ultimare i lavori del prestigioso museo e principalmente di far restituire al lavoratore le sue funzioni, il suo ruolo e tutta la sua dignità, utili tra l’altro, all’immediata fruizione di quella parte del sito ultimata e visitabile. Infine on. Sig. Ministro, Le chiediamo di voler esperire tutte le procedure atte al conseguimento della ricerca di eventuali responsabilità.

 

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