La Pittura come conoscenza: un cambio di passo.

“… È utilizzando la funzione della pittura, che consiste nell’ascoltare con totale dedizione la voce della natura e del paesaggio e con altrettanta dedizione trascriverla nelle forme della più eletta meditazione interiore, in una continua e ardua metamorfosi che si basa sul “reale” inteso come osservazione diretta delle cose e delle persone e mira al “vero” inteso come scoperta di un’essenza che vige nel mutevole mondo dell’esistenza, potrebbe cambiare l’atteggiamento dell’uomo nei confronti del paesaggio e della natura per rispettarla e tutelarla…”.

Paul Cézanne – Maison Maria (1895)

Il sintetico pensiero di Paul Cézanne sopra riportato, da me liberamente riportato, esprime, in sintesi, un modo ed un metodo di avvicinamento alla conoscenza di un luogo, un territorio, un paesaggio, della natura in cui viviamo.

Oggi più che mai, è necessario addentrarsi ancora e sempre più nelle Puglie, già mille volte percorsa; così facendo, si inizia a “vedere” ciò che in molti, sino ad ora, non hanno visto e non vedendo non possono ne identificarlo, ne difenderlo, ne tutelarlo.

A molto sono servite, sino ad oggi, le leggi, i regolamenti, i piani, le norme di salvaguardia e le commissioni di vario genere per tutelare il paesaggio delle Puglie, ma tutto ciò non è bastato perché, per tutelare un paesaggio non bastano la sorveglianza, gli uffici di piano e pianificazione strategica e le buone pratiche amministrative di governo dello stato, constatato che, nonostante l’esistenza di tutto ciò, il territorio, il paesaggio e la natura, sono giornalmente violentati, martoriati e distrutti.

Paul Cézanne – L’Estaque with red roof (1885)

È necessario un cambio di passo, una nuova visione. Bisogna immettere un nuovo “punto di vista” più umano, oltre alla legislazione vigente con una nuova attenzione al paesaggio, alla natura, alla storia e all’architettura di questa regione perché solo trasformando il “punto di vista” si può “capire” un paesaggio.

A mio avviso, per far avvenire questo nuovo percorso, che immetta un nuovo “punto di vista” negli uomini che operano in questo territorio e che possa introdurre un nuovo cambiamento forte e corretto è opportuno e imprescindibile innescare una innovazione supportata da due elementi fondamentali.

Paul Cézanne – Mont Sainte Victoire (1905)

Il primo, con l’apporto di una enorme quantità di economia pubblica e privata a supporto delle vere “trasformazioni” urbane, sub-urbane e territoriali dove lo Stato e i privati, insieme, devono essere i protagonisti principali. Il secondo, l’inizio di un rapporto “diretto” tra gli uomini che devono operare e il paesaggio, l’architettura e la natura, riportando in primo piano la “sensibilità” umana delle persone e degli uomini, una sensibilità che porta a “vedere” e a “capire”, per comprendere e per tutelare.

Un capire fondato sulla conoscenza diretta dei luoghi, dei territori, del paesaggio, dell’architettura e della natura in cui viviamo per tramite della pittura e il disegno, i quali, come sottolineava Paul Cézanne sono un ottimo punto di partenza per conoscere  e migliorare il nostro “punto di vista” sul paesaggio e sulla natura.

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