La pista di Nardò si fa più grande, ma gli imprenditori non ci stanno: “Espropri ingiusti”

Pista di Nardò (Ph: Porsche)

L’Accordo di Programma sottoscritto questa settimana tra Regione Puglia, Consorzio ASI Lecce e i Comuni di Nardò e Porto Cesareo, prevede l’espropriazione per pubblica utilità di 351 ettari di terreni appartenenti a 134 diversi proprietari della costa ionica del Salento

 

Sarà uno dei più grossi espropri della recente storia pugliese ma, nonostante le proteste in corso, la Regione Puglia è – almeno per ora – intenzionata a procedere con il “Piano di sviluppo del Nardò Technical Center”. Il  grande complesso nel Leccese di piste automobilistiche di proprietà dell’azienda Porsche, infatti, sarà ampliato in seguito all’Accordo di Programma sottoscritto questa settimana tra Regione Puglia, Consorzio ASI Lecce e i Comuni di Nardò e Porto Cesareo, che prevede l’espropriazione per pubblica utilità di 351 ettari di terreni appartenenti a 134 diversi proprietari della costa ionica del Salento. Si parla di “espropriazione per pubblica utilità” quando un’amministrazione si impossessa di un terreno in ragione di un interesse pubblico superiore, offrendo un risarcimento economico ai proprietari. Ma la cosa, come ci si poteva aspettare, ha suscitato del malcontento, e alcuni imprenditori hanno detto che faranno ricorso.

Il progetto

Nardò Technical Centre (Porsche)

La pista di Nardò, a livello internazionale nota come Nardò Ring, si trova al confine delle province di Brindisi, Taranto e Lecce e si sviluppa su una superficie di 7 milioni di metri quadrati. Fu costruita dalla FIAT a inizi anni ’70, mentre dal 1999 al 2012 è stata di proprietà della Prototipo Technologies di Trofarello. Il complesso di piste è noto come Nardò Technical Center dal 2005 e, nel 2012, è stato venduto a Porsche Engineering, società del gruppo Porsche.

Il nuovo accordo prevede la realizzazione di opere pubbliche al suo interno per 80 milioni di euro, tra cui: la realizzazione di un centro di elisoccorso attrezzato con eliporto e annesse strutture sanitarie, che sarà integrato nel sistema regionale per le emergenze e la sicurezza sanitaria nell’area del Sud Salento; la realizzazione di opere di rinaturalizzazione e forestazione naturalistica, ampliando boschi e macchia mediterranea sia in aree demaniali esistenti, sia in aree di proprietà del Nardò Technical Center; la realizzazione di un Centro Visite polifunzionale e l’implementazione del centro di prevenzione e sicurezza antincendi per tutelare le aree boscate e protette. Oltre alle opere pubbliche previste, il Piano industriale prevede, si legge in una nota stampa della Regione Puglia, “importanti vantaggi indiretti di notevole rilevanza per il territorio di riferimento. Infatti, sono previste nuove assunzioni e si profila un rilevante incremento delle presenze di operatori e addetti ai lavori provenienti da tutta Europa, e che determinano per l’intero anno un indotto positivo per le strutture ricettive e tutta la filiera collegata al turismo d’affari”.

«Siamo davanti a una bella storia che consentirà di rendere famosi nel mondo Nardò e il Salento – ha affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – perché a questa pista faranno capo i team di quasi tutte le più importanti case automobilistiche. Immaginate che esiste un colore della Ferrari che viene chiamato ‘grigio Nardò’ proprio perché la Ferrari fa i collaudi delle sue auto su questa pista. Per tutti questi motivi, questa è una giornata molto importante. Adesso aspettiamo che i consigli comunali di Nardò e di Porto Cesareo diano il loro assenso a questo importante accordo».

Le critiche dal mondo della politica

consiglio regionale puglia
Consiglio Regionale della Puglia

«Mentre la Regione sbandiera un accordo da favola con il colosso Porsche, passando come un bulldozer sul diritto di proprietà di agricoltori, allevatori e titolari dei terreni di Nardò e Porto Cesareo da espropriare per l’espansione del Centro Tecnico di Nardò, il presidente Emiliano proclama che il Salento sarà famoso nel mondo per la Porsche. Affermazione che ci umilia, perché abbiamo ben altro di cui andar fieri e da esibire – arte e bellezza, cultura e tradizioni, imprese d’eccellenza che si impongono a livello nazionale ed internazionale – e non ci stiamo ad essere colonizzati dalle multinazionali»: a dirlo è  Paolo Pagliaro, capogruppo La Puglia Domani.

«Come al solito – continua – si passa ai ricatti per far ingoiare il rospo, e pazienza se qualcuno dovrà patirne. Il ricatto occupazionale: 500 nuovi posti di lavoro promessi; il ricatto delle opere di compensazione da realizzare: un “centro di elisoccorso con strutture sanitarie integrabili con il sistema sanitario regionale” ed un centro di prevenzione incendi. Specchietti per le allodole. La postazione di elisoccorso si realizzi, com’era peraltro già previsto, al Dea del Vito Fazzi di Lecce, ospedale cardine della sanità pubblica salentina in posizione senz’altro più centrale e strategica, anziché in una località sperduta. Se la mission dell’elisoccorso è svolgere un rapido intervento, svincolato da problemi logistici e di traffico che rallentano i mezzi terrestri, il paziente elitrasportato che atterri nel centro collaudo di Nardò dovrà essere trasbordato su un’ambulanza e da lì percorrere 27 chilometri per raggiungere l’ospedale più vicino di Copertino, o 39 chilometri per arrivare all’ospedale di Lecce, oltretutto con strade strette e non lineari, intasate dal traffico in estate. Fumo negli occhi per accecare con il miraggio di uno sviluppo non sostenibile -conclude-, imposto senza la minima considerazione da chi è abituato a fare il padrone in casa d’altri».

È un “vero atto di prepotenza”, incalza in una seconda nota Pagliaro, «gli avvisi di esproprio sono già stati recapitati, e gli imprenditori e i proprietari terrieri locali sono inermi di fronte a questo sopruso avallato dalla Regione. Nove piste in più rispetto alle dodici già esistenti: di questo parliamo. Dov’è la pubblica utilità se l’azienda e privata?»

«Ho sempre manifestato apprezzamento – spiega il vicepresidente del consiglio regionale, Cristian Casili – per gli investimenti tecnologici apportati dalla NTC sul nostro territorio, ma mi lascia alquanto perplesso l’atteggiamento di tutti gli enti coinvolti, Regione in primis, circa il possibile esproprio dei terreni per opere di ‘interesse pubblico prevalente». Casili ha richiesto un’audizione urgente nelle commissioni congiunte IV e V di tutti gli enti interessati all’accordo di programma. «In questo angolo di territorio – continua – si registra la presenza di un importante nucleo di aziende zootecniche che si sono storicizzate negli anni, vista la vocazione della zona per la produzione di prodotti di altissima qualità. Vorrei comprendere da quando le attività zootecniche sono considerate meno rilevanti rispetto a un piano ambientale oggetto di opere di compensazione. C’è qualcosa che almeno al sottoscritto non torna. Come mai NTC Porsche non coglie l’opportunità di investire in un territorio dove si potrebbe creare un rapporto multifunzionale con le aziende che qui si distinguono per le eccellenze e la qualità delle produzioni zootecniche e la sostenibilità ambientale?»

E ancora: «Quali sono le opere di compensazione ambientale su un territorio che è l’ultimo lembo in tutta la nostra Regione di una macchia mediterranea che proprio qui presenta una progressione ed una dinamica vegetazionale che sta rendendo unico questo tratto di territorio interessato dalle opere di pubblica utilità? »

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