La pesca pugliese tra innovazione e ricerca

Il comparto della pesca pugliese conta 1.600 imbarcazioni, oltre 3 mila addetti, escluso l’indotto, e un fatturato complessivo di circa 180 milioni di euro

Sono 6 i compartimenti marittimi, 1.600 le imbarcazioni, oltre 3 mila gli addetti, escluso l’indotto, e circa 180 milioni di euro il fatturato complessivo. I numeri della pesca pugliese indicano un settore con grandi potenzialità che ha la capacità di rinnovarsi ed è proiettato verso attività di ricerca, innovazione e sviluppo, pur rimanendo fedele alla tradizione.

Tante opportunità da cogliere – La Puglia è una regione con ottocento chilometri di costa donati dalla geografia e circondata per i tre quarti dal mare. E’ facile, quindi, immaginare che negli anni si sia sviluppata un’intera economia intorno a questa risorsa. I pugliesi sono diventati ottimi marinai, imprenditori marittimi e pescatori. Questo settore si è sempre caratterizzato per la presenza di marinerie differenziate per caratteristiche strutturali. Le più importanti sono quelle di Manfredonia, Molfetta, Mola, Monopoli, Gallipoli, Porto Cesareo e Taranto.

L’Unioncamere Puglia ha dedicato alla pesca un intero padiglione in occasione della 78esima Campionaria

Se in tutta la regione prevalgono le attività della piccola pesca, ogni compartimento ha conservato la sua peculiare vocazione in relazione ai diversi sistemi di pesca praticati. Ricca è la varietà di specie ittiche, un vero patrimonio per il territorio e la dieta mediterranea. La pesca è praticata tenendo in considerazione la normativa che disciplina anche la tipologia delle reti utilizzabili, il rispetto del periodo di fermo biologico, il divieto di attività in aree protette e la tutela delle specie in via di estinzione.

Non solo tradizione, ma ricerca e innovazione – Se a Gallipoli c’è ancora chi intreccia le nasse di giunco, dal Gargano allo Ionio sono nati itti-turismi e le attività acquacoltura e mitilicoltura; si sperimentano nuove tipologie di allevamento. Si tratta, insomma, di un settore in evoluzione, a cui l’Unioncamere Puglia ha dedicato un intero padiglione in occasione della 78esima Campionaria.  La politica regionale, in tal senso, segue quella comunitaria che individua obiettivi strategici per lo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura.

In Puglia sono attivi sei Gruppi di Azione Costiera (GAC) per l’attuazione del Piano di Sviluppo Costiero

Nella piscicoltura e mitilicoltura ci sono in Puglia aziende con grandi capacità produttive, patrimonio di conoscenze e capacità tecniche di riproduzione sia nell’allevamento, sia nell’accrescimento di varie specie, che rispettano i vincoli di sostenibilità ambientale e qualità delle produzioni. La Regione Puglia e le associazioni di categoria sono impegnate nello sviluppo di linee di azione per il sostegno e la promozione dell’acquacoltura innovativa passando dalla certificazione di qualità della produzione sotto il marchio “ombrello” di Prodotti di Puglia, dallo snellimento delle procedure burocratiche per il rilascio delle concessioni demaniali e dal sostegno alla formazione professionale. In Puglia, inoltre, sono attivi sei Gruppi di  Azione Costiera (GAC) per l’attuazione del Piano di Sviluppo Costiero, l’insieme di azioni, programmi e progetti finalizzati allo sviluppo sostenibile ed al miglioramento della qualità di vita nelle zone di pesca. I GAC sono raggruppamenti di soggetti pubblici e privati ma portatori d’interessi comuni, suddivisi per aree e fasce costiere, ognuno con i suoi obiettivi territoriali: Gargano Mare, Lagune del Gargano, Terre di Mare, Mare degli Ulivi, Jonico Salentino ed Adriatico Salentino.

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