La parola Ambiente? L’ha inventata Galileo

Galileo Galilei ospite d'onore alla Settimana del Pianeta Terra

Per la Settimana del Pianeta Terra, un geoevento dedicato a Galileo Galilei per scoprire la genesi della parola “ambiente”. A Senigallia dal 14 al 20 ottobre percorso espositivo e convegno finale con copia originale de “Il Saggiatore”

Da quest’anno scolastico ci sarà un motivo in più per parlare in classe di Galileo Galilei. Studiato nei programmi di scienze della terra, fisica, filosofia e letteratura italiana (in quest’ultimo caso perché per primo usò la lingua italiana per scrivere trattati rivoluzionando la comunicazione scientifica), ora Galilei entra anche nei programmi di Educazione civica, più in particolare in quella parte che va sotto il nome di “sviluppo sostenibile” e che altro non è se non la tanto attesa educazione ambientale.

Ambiente, una parola pesante

Perché Galilei, allora? Perché pochi sanno che la parola “Ambiente” appare utilizzata come sostantivo per la prima volta nella sua opera Il Saggiatore, pubblicata il 20 ottobre 1623. Dobbiamo dunque al grande genio italiano e fondatore della scienza moderna la paternità di una delle parole più utilizzate degli ultimi anni nelle conversazioni pubbliche, politiche, social, giornalistiche, pubblicitarie.

Alla genesi della parola “Ambiente” come “spazio dell’agire umano” sarà dedicato un ricco programma di attività organizzate nell’ambito dell’ottava edizione della Settimana del Pianeta Terra, il festival delle geoscienze diffuso in tutta Italia, quest’anno dal 4 all’11 ottobre. Le manifestazioni ispirate al ruolo che ebbe Galileo Galilei nel creare un embrione di coscienza ambientale si svolgeranno a Senigallia (Ancona) presso il Palazzetto Baviera dal 14 al 20 ottobre. «Proprio per la centralità che oggi la parola “Ambiente” è arrivata ad occupare quotidianamente nel dibattito pubblico – spiega il paleontologo Rodolfo Coccioni, ideatore insieme al geologo Silvio Seno della Settimana del Pianeta Terra – chi ha a cuore le tematiche geo-ambientali non può ignorare la data e la paternità di questo termine, utilizzato per la prima volta dal genio italiano e oggi al centro delle agende politiche dei governanti di tutto il mondo. È bene avere anche consapevolezza delle parole che utilizziamo, per aumentare la coscienza delle azioni che compiamo tutti i giorni e, soprattutto, di quelle che potremmo intraprendere».

Le manifestazioni per ricordare quando è nato l’Ambiente

Un percorso espositivo con pannelli e materiale informativo permetterà di ricostruire la storia della parola “Ambiente” e culminerà con la possibilità di ammirare una copia originale de Il Saggiatore di Galileo Galilei, messa a disposizione dall’Università di Urbino. Una sala è dedicata all’esposizione di alcuni paesaggi fotografati dall’artista senigalliese Mario Giacomelli, che testimoniano la drammatica crisi dell’assetto idrogeologico del paesaggio agrario, dovuto ad un insensato sfruttamento del suolo e alla rottura degli equilibri naturali. Un’altra sala sarà allestita dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare come elemento fondamentale di raccordo delle tematiche della salvaguardia ambientale in Italia.

La manifestazione si concluderà con un convegno che si svolgerà il 20 ottobre, proprio a 397 anni dal giorno in cui apparve l’opera di Galileo che corrisponde alla nascita della parola “Ambiente”. Oltre a rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che patrocina l’evento, interverranno le autorità locali per poi lasciare spazio agli interventi di Rodolfo Coccioni dell’Università di Urbino, Vincenzo Fano del Centro Interdipartimentale “Urbino e la Prospettiva”, Marco Lion (Comitato tecnico-scientifico dell’Associazione Settimana del Pianeta Terra) Giusy Mantione e Eugenia Romanelli, curatrici del libro “Il corpo della Terra. La relazione negata”, edito da Castelvecchi, punto di partenza di un movimento trasversale di intellettuali, scienziati, artisti, giornalisti, blogger e opinion leader impegnati a sensibilizzare la collettività italiana sul rischio di un cambiamento irreversibile dell’ecosistema globale.

Cosa è la settimana del Pianeta Terra

settimana pianeta terra 2020 logoLa Settimana del Pianeta Terra nasce nel 2012 da un’idea di Rodolfo Coccioni, paleontologo, e Silvio Seno, geologo, entrambi impegnati da decenni sul fronte della divulgazione scientifica. “Una società più informata è una società più coinvolta” è il motto di questo festival, che ha l’obiettivo di diffondere il rispetto per l’ambiente, la cura per il territorio così come la consapevolezza dei rischi cui siamo esposti. Perché la consapevolezza è il primo passo verso il rispetto e la valorizzazione dell’inestimabile e straordinariamente vario patrimonio naturale italiano e in particolare di quello geologico.

I Geoeventi sono organizzati da università e scuole, enti di ricerca, enti locali, associazioni culturali e scientifiche, parchi e musei, mondo professionale. Grazie alla varietà degli appuntamenti proposti, espressamente pensati per coinvolgere un pubblico trasversale in ottica interdisciplinare, la Settimana del Pianeta Terra è diventata uno dei maggiori eventi di diffusione della cultura scientifica del nostro Paese, coinvolgendo decine di migliaia di persone. Per partecipare ai geoeventi della Settimana del Pianeta Terra basta consultare il sito della manifestazione, dove si trovano tutte le informazioni, aggiornamenti sul programma e istruzioni per iscriversi.

La Settimana del Pianeta Terra si svolge con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ISPRA, del Consiglio Nazionale dei Geologi e dell’iniziativa La Bellezza in Costituzione. La manifestazione aderisce alla campagna #plasticfree

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