La nuova urbanistica per i Comuni di Puglia.

E’ possibile realizzare possibilità urbane comunitarie reali? (nella foto, Locorotondo)

Uno dei temi più dibattuti in urbanistica sui Comuni, riguarda la “distruzione dei miti” che riguardano “i modi” e le “tendenze teoriche” delle idee totalizzanti di governo e di intervento urbano, che si contrappongono tra l’idea di organizzare “teoricamente” i Comuni e l’idea di “costruire possibilità urbane comunitarie reali” che permettono di organizzare la vita urbana, nella giusta proporzione, in tempo reale e in modo concreto.

Una nuova urbanistica è possibile? – Costruire possibilità urbane comunitarie reali è un nuovo modo di interpretare “l’umanesimo”; si tratta di un umanesimo che parte dalla nuova definizione di “individuo”, cioè un uomo capace di appartenere coscientemente ad una comunità e che pertanto è capace di adottare una “condotta di vita” condivisa e comunitaria tale da contrapporsi, nella vita reale, all’idea dell’individuo come “essere particolare” che impone un modello di “individuo” operante in modo “particolare”. Questo essere particolare” attua nei Comuni non “progetti reali e comunitari”, ma “grandi progetti particolari”, in tutti i casi estremamente teorici, astratti, utopici, tipici del pensiero totalizzante che produce interventi di gran costo e realizzabili in lunghissimi periodi storici; così facendo tralascia, nei programmi dei lavori pubblici, gli interventi reali comunitari, necessari e prioritari, quali le strade, i vicoli, le piazze, i giardini, l’arredo urbano dei quartieri, le infrastrutture e l’architettura della città.

I Comuni e i sistemi urbani che li costituiscono si contraddistinguono tra loro con, i colori, gli odori, la tattilità, i gusti e i suoni dei luoghi e della vita specifica dei Comuni di Puglia (nella foto, Otranto, Bastione dei Pelasgi)

Il cattivo esempio – Questi individui appartengono a quella categoria di “uomini politici o tecnico-politici” che guardano con favore a quella politica dei “grandi sistemi” teorici e inapplicabili in tempo reale, riservando una “grande disattenzione” ai problemi particolari dei quartieri e dei Comuni producendo il risultato di un programma di governo sistematico nel quale si inserisce “tutto” senza affrontare ”nulla”.

I Comuni e i sistemi urbani che li costituiscono sono un’altra cosa, sono verità oggettive ricche di contraddizioni e singolarità dei casi, che si contraddistinguono tra loro con, i colori, gli odori, la tattilità, i gusti e i suoni dei luoghi e della vita specifica dei Comuni di Puglia.

“…una urbanistica nuova che stimoli i cinque sensi dell’uomo (nella foto, Peschici)

Un’analisi attenta – La nuova urbanistica per i Comuni di Puglia, l’urbanistica per una società democratica e comunitaria, deve essere capace di andare oltre gli indici di fabbricabilità fondiaria e territoriale affiancati dalla miriade di leggi attuative, cercando di “individuare” e di trovare “nell’individualità” delle “specificità urbane”, le parti “fisiche” e “sociali” consolidate dei Comuni, sostituendo così gli odierni sistemi urbani aprioristici, utopistici e totalizzanti, con l’analisi attenta dei luoghi, dei suoni, dei dettagli urbani, dei segni antropologici e sociali che si concretizzano nell’architettura, nei prospetti urbani, nei colori, nei vicoli, nelle piazze, nelle strade, nei belvedere, nei profumi urbani, nei materiali da costruzione, nei suoni e nella musicalità dei centri abitati immersi nei paesaggi rurali e marittimi, in sintesi in un’urbanistica nuova che stimoli i cinque sensi dell’uomo.

Utopia? – Così facendo si può passare da un “Comune ideale”, ad un “Comune realistico e possibile”, ricco di qualità, dettaglio, entusiasmo, idee, progetti, dove una comunità può “ritrovare” fisicamente ma soprattutto intellettualmente, la capacità di identificarsi, di immaginarsi in un futuro possibile ricco di qualità urbana sia nella vita “individuale” sia nella vita “sociale”.

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