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La nuova città comincia dal fronte mare

Si chiama “collana di perle” uno dei progetti strategici del Piano Metropoli Terra di Bari 2015-2035 perché interessa 5 centri (Bari, Mola,Giovinazzo, Molfetta e Polignano), considerati “perle” per la loro bellezza paesaggistica, ed 80 chilometri di litorale. Questo progetto comporta una forte implicazione ambientale per il sistema delle lame che dall’altopiano della Murgia giunge al mare, e contiene in sé una serie di sottoprogetti minori.

Costa bassa falesia a Polignano a Mare (BA)

Sono una decina le idee progettuali considerate realmente strategiche tra un centinaio suggerite dal consiglio scientifico,in particolare da Dino Borri, presidente del Piano Strategico Metropoli Terra Bari 2015, secondo il quale «il piano strategico con tutta la massa di lavori deve guardare ad un orizzonte più lungo perché i progetti hanno bisogno di un periodo più lungo per essere realizzati. Secondo quanto mi risulta, ben poco si sta facendo, se non per il progetto del porto nuovo e la creazione del polo di ricerca. Proseguono le linee di tendenza. Un punto cardine per il futuro della metropoli, comunque, resta il water front».

Il prof. Dino Borri, presidente del Piano strategico "Bari 2015"

Partendo da nord, infatti, c’è il metro-mare, sul modello di quello napoletano nel Golfo di Napoli, ovvero l’individuazione di un’alternativa al trasporto costiero attraverso una linea marittima che potrebbe essere aperto solo nei mesi estivi. Poi c’è il restauro delle aree portuali ed il lavoro sui due porti principali di logistica intermodale di Bari e Molfetta, senza, però, trascurare la portualità peschereccia di Mola. Un’idea molto forte, a tal proposito, è quella del nuovo porto satellite di Bari per l’alleggerimento del traffico merci di quello vecchio e la risoluzione del problema dell’attracco delle navi più pesanti che hanno bisogno di fondali di 15-20 metri.
In questo quadro s’inseriscono anche alcuni grandi interventi di recupero di aree sub-costiere che riguardano le ex ferriere di Giovinazzo,localizzazioni di attività qualificate nell’area di Bari e Mola, come centri museali e di arte. Spostandosi ancora più all’interno del territorio, altri interventi di recupero riguardano le circa 20 lame da Molfetta a Polignano sia dal punto di vista idrogeologico, sia da quello della fruizione turistica con sistemi ciclopedonali.

Anche le ex ferriere di Giovinazzo saranno interessate al programma di recupero di vecchi siti previsto nel Piano Strategico (nella foto: interno delle ex ferriere)

«Il piano strategico – ha sottolineato Borri – deve vivere una seconda stagione per essere realmente incisivo, così come è stato fatto a Torino. La metropoli non è priva di risorse ma include un sistema industriale molto potente e di ricerca rilevante».
Un altro progetto, non a caso, interessa l’area di Valenzano ed è una proposta di potenziamento del polo dell’Università di Bari già esistente con la creazione di una vera e propria cittadella della ricerca, l’insediamento dell’interno Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), che ha attualmente circa 500 ricercatori nell’area di Bari distribuiti in varie sedi. E’ stata formalizzata, a tal proposito, un’intesa tra Università e Cnr per la cessione di una parte del suolo dell’ex masseria Martucci tra Valenzano ed Adelfia.

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