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La notte degli elementi alla Fiera del Levante

La 77esima edizione della Fiera del Levante chiuderà i battenti con un grande spettacolo di teatro acrobatico figurativo, La notte degli elementi.

Domenica 22 settembre, alle 19, andranno in scena dodici brevi spettacoli, ognuno con una storia a sé stante. «È un inno agli elementi che governano il mondo, messi in scena da coreografi, scultori, scenografi, poeti, attori, comici e drammaturghi di fama internazionale, provenienti, oltre che dall’Italia, dal Belgio, Italia, Romania e Russia», spiega Mara Guarnaschelli, direttore di scena dell’evento.

La fonte d’ispirazione guarda al passato. Si parte dalla dinastia cinese Han, con una riproposizione de I cento giochi: lotta, corsa con i cavalli, giocoleria, canto, imitazione di suoni, recitazione e danza. Si passerà poi per Il Milione di Marco Polo e il festeggiamento del Kublai Khan, sino all’Impero Romano, alla Magna Grecia e all’Antico Egitto.

Il progetto nasce dall’idea di Alessandro Serena, professore di Storia dello spettacolo circense e di strada all’Università degli studi di Milano, nipote di Moira Orfei. L’inno agli elementi si apre con Il cerchio del tempo con Katrin Padonvani che volteggia all’interno di un cerchio aereo.

L’acqua è l’elemento di Nadia Burudusi, La sirena contorsionista che danzerà all’interno di una vasca circolare colma di mille litri d’acqua.

Due statue d’oro, Eugeni Shinkarenko e Alexander Tolokonikov, si esibiranno a velocità rallentata con virtuosismi fisici. Come se fosse appeso alle stelle, realizzando il sogno più antico dell’uomo.

Andrea Togni si esibirà in Aria e seta. Volteggerà poi su una mezzaluna di metallo alta tre metri in L’uomo sulla luna e sfiderà la legge di gravità nella Danza al lampione.

Pietro Chiarenza incanterà tutti con il Teatro di fuoco, con l’ausilio di macchine scenografiche, disegnerà con le fiamme mostri, cavalieri, pianeti infuocati, pentole magiche, ombrelli e specchi.

Un inno all’aria, alla terra, al fuoco e all’acqua ai quattro elementi, alle quattro essenze alla base della creazione del Cosmo. La quintessenza, per Aristotele alla base della creazione del mondo celeste, sarà lo stupore dei visitatori trasportati in un mondo parallelo dove le regole sono sovvertite e regna solo la fantasia.

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