La nautica pugliese prende il “largo”

Nonostante la crisi, il distretto pugliese della nautica da diporto segnala una intensa attività a livello internazionale (foto Gianni Avvantaggiato)

La crisi non scoraggia l’internazionalizzazione delle imprese pugliesi della nautica, le manifestazioni fieristiche e gli interventi infrastrutturali. Quest’orientamento è emerso in primo luogo dall’intensa attività del distretto pugliese della nautica da diporto. Alcuni Paesi che hanno interessato le missioni all’estero sono Slovenia, Croazia, Francia. L’aggregazione distrettuale ha partecipato alle manifestazioni fieristiche europee più importanti ed intrapreso rapporti di alto livello con aziende estere. In prospettiva c’è un’azione d’incoming in Turchia.

L'esposizione della nautica da diporto a Brindisi

«È da tre anni che esistiamo – ha commentato Giuseppe Danese, presidente del distretto regionale – e l’attività che abbiamo svolto è molto intensa». A Brindisi, intanto, si è svolta l’XI edizione del Salone nautico di Puglia con un format completamente nuovo. «Abbiamo cambiato completamente la dimensione della manifestazione – ha spiegato il presidente Giuseppe Meo –. Ci dedichiamo all’economia del mare nella quale s’inserisce la nautica e l’accessoristica. Abbiamo voluto coinvolgere altri importanti settori come la subacquea, la natura del mare, l’ambiente. La nautica sta vivendo un momento difficile ma è importante che continuino a svolgersi manifestazioni perché occorre dare impulso e sostegno ad aziende che continuano a credere in questo settore».

La nautica, in particolar modo in questo periodo, significa anche turismo. Si è rivelato fondamentale il ruolo della Regione Puglia nell’orientamento delle politiche nella direzione della tutela dell’ambiente, programmazione degli interventi infrastrutturali, investimenti e incentivi delle risorse. L’intento è migliorare e velocizzare i servizi offerti senza incorrere nel rischio di compromettere il paesaggio, motivo di attrazione dei flussi turistici. Per questo sono necessari appositi studi ambientali. La costa pugliese, infatti, possiede particolari caratteristiche che richiedono studi sulle correnti, la flora e fauna presenti in mare.

Nella programmazione della Regione Puglia sono previsti nuovi porti turistici. Gli studi ambientali sono stati assegnati al Politecnico di Bari (foto Gianni Avvantaggiato)

Una collaborazione, a tal proposito, è stata attivata tra il governo regionale pugliese ed il Laboratorio di Ricerca e Sperimentazione per la Difesa delle Coste (LIC) del Dipartimento d’Ingegneria delle Acque del Politecnico di Bari per la realizzazione di modelli fisici in vasca necessari a verificare la possibile realizzazione di porti turistici previsti nella programmazione regionale. È stato istituito, inoltre, un tavolo permanente di confro0nti sui temi delle pesca e dello sfruttamento consapevole e sostenibile della risorsa mare. Un ruolo guida del governo regionale si è manifestato nella partecipazione, coinvolgimento e partecipazione di tutte le marinerie pugliesi ai Gruppi di Azione Costiera (GAC). Ingenti risorse, in ultimo, sono state investite per l’ammodernamento delle flotte (115 progetti per 5 milioni di euro), la trasformazione e commercializzazione dei prodotti da mare (62 progetti per oltre 27 milioni di euro), l’acquacoltura (40 nuovi impianti per 20 milioni di euro) e le infrastrutture portuali (25 nuovi porti o cantieri navali per 11,5 milioni di euro).

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