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La monnezza è “democratica” e a San Severo si danno da fare

Dopo il weekend dedicato a Puliamo il Mondo, la storica campagna nazionale di Legambiente, è tempo di bilanci per il Circolo “Andrea Pazienza” di San Severo (Fg). L’iniziativa, che ha ottenuto il contributo economico del CSV Daunia e il patrocinio del Comune di San Severo, ha visto la preziosa collaborazione della Polizia Locale e la partecipazione di adulti e bambini particolarmente sensibili al problema dei rifiuti urbani. Infatti hanno fatto la loro parte anche gli alunni e gli insegnati della classe terza D del 2° Circolo “Emilio Ricci” di Torremaggiore. I piccoli, prima impegnati nella pulizia del cortile e delle aree verdi della scuola, hanno poi aderito con entusiasmo al dialogo sulle tematiche ambientali, assieme alle loro maestre. Risultato positivo anche per la raccolta rifiuti vera e propria: nel corso di tutto il weekend sono stati accumulati ben quaranta sacchi di immondizia, con rifiuti di ogni sorta, da pneumatici auto, a materiale di risulta edile, ma anche eternit e rifiuti speciali sanitari. In corso d’opera è stata perfino scoperta una discarica a cielo aperto, subito segnalata alle forze dell’ordine. «Siamo intervenuti in diverse zone della città per la raccolta dei rifiuti grazie anche alla segnalazione degli stessi agenti di Polizia Locale – dichiarano i volontari di Legambiente – lo scenario che si è presentato nelle periferie è a dir poco inquietante. Rifiuti di ogni genere invadono giardini, bordi stradali e campagne». Un impegno, quello contro l’inquinamento da rifiuti, che ha coinvolto tutti, ma ancora molto resta da fare partendo «da una capillare informazione del senso di civiltà a un maggiore controllo del territorio, dalla bonifica delle infinite discariche abusive che appestano la nostra città, all’utilizzo ottimale e parsimonioso delle risorse economiche destinate alla pulizia della città». I volontari non mancano di rivolgere, perciò, un appello: «San Severo merita davvero di più, i cittadini devono imparare a non lamentarsi, a fare la raccolta differenziata e a rimboccarsi le maniche se necessario perché la “monnezza” è democratica, appartiene a tutti: nasconderla non serve, prima o poi ritorna».

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