La moda “veste” sostenibile

Moda sostenibile

Essere alla moda nel rispetto dell’ambiente: dal tracciamento del carbonio a un progetto che permette di lavorare le pelli, passando per un innovativo metodo di stampa su tessuti

Tracciare l’impatto del carbonio dei propri capi di abbigliamento: è l’ambizioso obiettivo di Covalent, brand di moda lanciato di recente sul mercato da Newlight Technologies insieme con IBM. Non solo: garantire che la propria produzione sia sostenibile.

Uno studio di IBM mette in luce come i consumatori siano sempre più interessati all’acquisto di prodotti sostenibili. Il 75% degli intervistati, infatti, dice di essere propenso a cambiare le abitudini di acquisto per ridurre l’impatto sull’ambiente. Da qui la nascita del progetto sulla piattaforma LinuxOne per tenere sotto controllo, e quindi consultabile anche dai clienti, la sostenibilità degli articoli della linea AirCarbon.

Si tratta di un biomateriale costituito da microrganismi  e che può essere fuso e riutilizzato in alternativa a fibre naturali, plastica e pelle. AirCarbon è realizzato con energia rinnovabile ed è certificato come carbonio negativo dal Carbon Trust, il che significa che riduce la quantità di carbonio nell’aria. Grazie a questo passo in avanti nella tecnologia, ai prodotti di Covalent viene assegnato un numero identificativo univoco di 12 cifre che viene utilizzato per contraddistinguere le diverse fasi del processo di produzione e dare evidenza al consumatore, attraverso una semplice ricerca sul sito di Covalent, delle emissioni prodotto.

In questo modo, ha affermato, Mark Herrema, CEO di Newlight Technologies, è possibile “fornire alle persone le informazioni necessarie per conoscere l’impatto ambientale sui nostri prodotti”. Atrraverso la tecnologia blockchain, in definitiva, Covalent prova a soddisfare i clienti facendo comprendere gli impatti sull’ambiente dei prodotti di moda.

LEGGI ANCHE: La sostenibilità è moda? Come riprendersi il mercato dopo il covid

“Immagini che lasciano il segno”: stampa su tessuti

Un altro esempio “virtuoso” è “Urban”, una collezione di tessuti in poliestere stampanti. L’azienda che la presenta è Sublitex, nell’orbita del Gruppo Miroglio, leader nella produzione di carte e film per stampa su diversi supporti, dai tessuti ai metalli.

La nuova collezione di tessuti e maglie 100% poliestere, stampati e firmati Sublitex Urban

Miroglio, inoltre, è attiva da oltre 40 anni e ha punti vendita in 50 Paesi. La propria “sfida ecologista” è iniziata con il potenziamento della capacità produttiva attraverso il recupero di inchiostri, il riutilizzo di cilindri e la riduzione del consumo energetico. Di recente ha ampliato lo stabilimento produttivo ad Alba, nel Cuneese, con un nuovo reparto dedicato al finissaggio di tessuti water free. L’obiettivo: implementare l’impatto sostenibile dei processi produttivi.

Il mezzo per raggiungerlo è il cosiddetto servizio di façon di stampa transfer, cioè quella tecnica che permette di spostare un’immagine, come potrebbe essere un logo o una scritta così come una foto, su un supporto tessile come capi d’abbigliamento e buste. Così saranno soddisfatti tutti i tipi di clientela, fanno sapere da Sublitex: dal piccolo collezionista al grande retailer.

Pelle sostenibile: il caso Be Green Tannery

A Solofra, in provincia di Avellino, è in atto una delle più grandi rivoluzioni dell’industria conciaria. Qui, infatti, ha sede il importante distretto conciario di pelli ovine e caprine in Italia. A guidarla è Be Green Tannery, azienda nata nel 2018. Da una lunga ricerca e numerosi studi è nato un materiale unico sul mercato: la pelle della conceria campana, ottenuta grazie ad un processo brevettato, il primo al mondo ad aver ottenuto la certificazione di prodotto metal free dalla Stazione Sperimentale per l’Industria delle Pelli (SSIP).

Il progetto è “metal free”: meno 33% di energia consumata e -30% di acqua sprecata

Un metodo di lavorazione virtuoso, che riduce gli sprechi e alimentato da energia ottenuta con fonti rinnovabili, capace di dare vita a un materiale durevole, performante e allo stesso tempo green in quanto l’assenza di metalli riduce significativamente l’impatto ambientale del ciclo produttivo.

L’innovativo processo messo a punto da Be Green Tannery permette di abbattere del 33% il tempo impiegato e l’energia consumata e del 30% l’acqua utilizzata. Nel 2019, inoltre, l’azienda ha esportato le sue pelli in tutto il mondo: da Taiwan agli Stati Uniti, dalla Francia alla Corea.

“Le nostre pelli derivano da animali allevati per la macellazione: quello che facciamo è nobilitare un prodotto di scarto, dando origine a un nuovo ciclo ed evitando che diventi un rifiuto inquinante”, ha spiegato Felice De Piano, fondatore di Be Green Tannery.

Articoli correlati