La mobilità nel 2020: condivisa e micro

Foto di Thomas Wolter da Pixabay

Aumento esponenziale della sharing mobility. I più richiesti sono motorini, biciclette e monopattini

Cala il numero di patenti ma aumenta la mobilità condivisa. Il dato inaspettato è emerso dalle ricerche degli analisti di GreenVulcano Technologies, azienda leader in Europa, accreditata ormai da anni quale player «B2B» dietro le quinte delle maggiori società di smart mobility, nonché uno dei laboratori di ricerca e sperimentazione più attivi del “made in Italy hi-tech” nei settori più svariati. «La tecnologia e Internet hanno sostituito l’automobile nei desideri dei più giovani, e anche dei meno giovani, inducendo a “viaggiare” sempre più spesso in rete e, per gli spostamenti fisici, a ricorrere alla micromobilità, che registra un incremento più che quadruplo (+202%) rispetto al carsharing (+48%), mentre è in calo, anno dopo anno, il numero delle patenti.

«L’impatto della sharing mobility sulle persone è di grandissima portata: già oggi si può intraprendere un viaggio di 20 minuti ad un costo variabile, in relazione alla combinazione di mezzi scelti, tra 50 centesimi e 5,3 euro» sottolinea Claudio Ortenzi, senior analyst di GreenVulcano Technologies.

Internet e più in generale la tecnologia inducono a “viaggiare” sempre più spesso in rete e, per gli spostamenti fisici, a ricorrere precipuamente alla micromobilità, il cui incremento medio nell’ultimo anno è stato più che quadruplo (+202%) rispetto a quello del car sharing (+48%).

Dopo un breve crollo iniziale che si è potuto registrare durante il primo lockdown, l’emergenza sanitaria ha paradossalmente portato ad un’esplosione del fenomeno della mobilità condivisa, soprattutto per quanto riguarda la micromobilità: monopattini (+554%), scooter (+26%) e biciclette (+25%), ritenuti più sicuri rispetto ai veicoli chiusi.

Il valore medio, calcolato sull’incremento del numero di veicoli, indica che per la micromobilità la crescita è del +202%.

«Se poi si considera anche la fruizione del servizio —osservano gli analisti di GreenVulcano Technologies— il 2020 si chiuderà con un numero totale di ben 54 milioni di spostamenti in condivisione: un numero impensabile fino a pochi anni fa. Eppure la tendenza verso la sharing mobility sta prendendo sempre più piede, tanto da essere riuscita a spingere l’industria automobilistica a ricalibrare il proprio modello di business tenendo appunto ben presente la sharing economy».

«Entro il 2021, in Italia la sharing economy, includendo le sue 5 macro aree (finanza collaborativa, alloggi tra privati, condivisione di veicoli, servizi domestici on demand e servizi professionali on demand), potrà valere fino all’1,3% del Pil, ben 25 miliardi di dollari. Ma le vere protagoniste della crescita di questo settore sono le piattaforme di condivisione dei servizi di trasporto che entro il 2025 arriveranno a rappresentare il 40% del totale del mercato» sottolinea Marco D’Ambrosio, responsabile del business development di GreenVulcano Technologies che, con i suoi oltre 100 dipendenti ed un’esperienza consolidata in 20 anni di attività,ha accompagnato verso la sharing economy aziende di ogni dimensione, includendo i grandi colossi: da Octo Telematics, il famoso player delle «Cinquecento rosse, ad eDriving, impegnato ad aiutare oltre un milione di autotrasportatori a ridurre collisioni ed infortuni».

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