La Maiella ritrova il suo nome

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Un angolo del massiccio della Maiella nell'immagine di pixfernando per Pixabay

Finalmente la Maiella torna alla sua denominazione ufficiale e abbandona la grafia Majella. Decisivo l’intervento di studiosi e associazioni

E’ diventata esecutiva la delibera che certifica la denominazione unica e corretta del Parco Nazionale della Maiella e dell’Ente Parco Nazionale della Maiella, entrambi da scrivere con la normale lettera i e non con l’impropria lettera j.

Ad avviare la battaglia, una pattuglia di 18 tra studiosi, docenti universitari e presidenti di associazioni locali e nazionali che avevano chiesto ai vertici dell’Ente Parco Nazionale e al Ministero dell’Ambiente il rispetto della denominazione ufficiale Parco Nazionale della Maiella. Il via libera al ripristino della denominazione è arrivato nella seduta dello scorso 29 ottobre del Consiglio Direttivo del Parco Nazionale della Maiella. Ma facciamo un passo indietro.

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Maiella, storia di un equivoco

«Non esiste alcun atto ufficiale che sancisce la modifica della denominazione da “Parco nazionale della Maiella” a “Parco nazionale della Majella”», spiega la delibera che accoglie la richiesta degli studiosi promotori dell’iniziativa. Infatti quando nel 1991 veniva istituito il Parco nazionale, il la dicitura era Maiella, e sempre, in tutti gli atti ufficiali nonché nello statuto del Parco, la dicitura era quella originaria.

La versione Majella è improvvisamente e inspiegabilmente comparsa tra il 1998 e il 1999, contestualmente all’adozione del logo del Parco sul quale è riportata la dicitura “Parco nazionale della Majella”, che ha continuato ad essere usato malgrado ancora nel 2013 l’Ente parco avesse ribadito che la versione esatta era con la “i” e non con la “j”.

A sostegno della tesi, tutta una serie di considerazioni storico-linguistiche, dalla definizione dell’enciclopedia Treccani a quelle di numerosi testi storici, dizionari di linguistica e orografia, per arrivare persino alle cartografie ufficiali dell’Istituto Geografico Militare e della Società Geografica italiana.

A sostegno poi della denominazione Maiella sta anche il richiamo a Maia, l’antica dea italica venerata in tempi antichissimi anche in Abruzzo, ma anche il nome della storica brigata Maiella, attiva nelle file della resistenza durante la seconda Guerra Mondiale.

E ora?

Insomma, ce n’è abbastanza per convincere anche i più riottosi ad adottare la primigenia denominazione con la i e rendere giustizia alla toponomastica di quello che è il secondo massiccio montuoso dell’appennino abruzzese dopo il Gran Sasso. Ora però si apre tutta una fase di sostituzione/modifica graduale di tutto il materiale istituzionale su cui è riportata la denominazione Majella, dal logo, ai materiali informativi, pubblicazioni, gadget, cartellonistica, carta intestata, timbri, domini web, caselle di posta elettronica.

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