Input your search keywords and press Enter.

La fertirrigazione, una nuova tendenza

Fare “di necessità virtù” è modo di dire che ha sempre funzionato per spiegare la necessità di espedienti utili a raggiungere un fine altrimenti inaccessibile. È proprio questo che da sempre ha caratterizzato nel sud Italia il rapporto tra agricoltura e disponibilità della risorsa-acqua. L’evidente disparità di risorse idriche fra nord e sud Italia, la necessità di irrigare le colture per migliorarne quantità e qualità, oltre che la redditività, ha portato società specializzate del settore ed imprenditori agricoli ad ingegnarsi, talvolta copiando ed importando Know how tecnici impiegati in altre zone aride o con scarsa disponibilità diacqua; questo spiega l’ampia diffusione dei sistemi d’irrigazione a microportata localizzata a goccia (drip irrigation systems), ovvero metodi di irrigazione a bassa pressione che consentono una lenta somministrazione di acqua alle piante, umettando la superficie del terreno contigua alla pianta stessa.

Campo di pomodori con metodo di irrigazione a goccia

Questa soluzione irrigua è una delle tecniche prevalentemente impiegate, nel centro-sud Italia per quasi tutte le colture orticole e gran parte delle colture arboree irrigate e consente anche di poter effettuare le cosiddette “fertirrigazioni”. Quest’ultima consiste nell’apportare concimi sia liquidi sia idrosolubili mediante l’iniezione nell’impianto irriguo stesso, di concimi minerali o organici in formulazione semplice o complessa, con l’ausilio di attrezzature più o meno sofisticate.

Pregi sì, difetti no – Quali sono i vantaggi della fertirrigazione? Anzitutto una gestione più razionale della nutrizione sia nelle colture arboree sia nelle colture orticole; inoltre l’applicazione di interventi correttivi e di soccorso ove necessario. Più in particolare, i vantaggi della fertirrigazione possono essere identificati in:

• Vantaggi per la distribuzione;

• Vantaggi nutritivi per la coltura;

• Vantaggi per l’ambiente.

Irrigazione a goccia

Per quanto concerne la distribuzione, gli aspetti da considerare sono:

a) l’uniformità di distribuzione al livello della pianta; b) la localizzazione precisa: fertirrigare significa portare i fertilizzanti lì dove l’apparato radicale è concentrato favorendone l’assorbimento.

Per quanto concerne la nutrizione i vantaggi sono:

a) garantire la regolazione dell’apporto nutritivo in funzione delle esigenze colturali e delle fasi fenologiche della pianta, consentendo l’impiego di fertilizzanti specifici; b) migliorarne la disponibilità: infatti, apportare piccole dosi di fertilizzante con maggior frequenza consente una maggiore efficienza rispetto ad un’applicazione massiccia effettuata in un’unica soluzione.

Infine, ma non meno importante, è l’aspetto che riguarda l’effetto sull’ambiente. Infatti, l’aumento dell’efficienza ottenuto con la fertirrigazione consente di contenere le quantità di fertilizzanti impiegati; la conseguenza da non sottovalutare è la razionalizzazione sia dei costi sia delle perdite dovute alla dispersione “classica” del concime lontano dalla pianta. Questo significa un notevole miglioramento sul profilo dell’impatto ambientale, perchè ridotti quantitativi di fertilizzanti e soprattutto la loro localizzazione, permettono di ridurre le quantità perse per lisciviazione e percolazione profonda e riducono, di conseguenza, l’inquinamento delle falde acquifere e l’eutrofizzazione di fiumi e laghi. Un’agricoltura all’avanguardia e sostenibile, dunque, può essere veramente eco-compatibile se “passa” attraverso una buona concimazione ottenuta con la fertirrigazione e l’ausilio di impianti di irrigazione localizzati a goccia.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *