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La crema al cacao sempre più verde

Un classico, la nutella spalmata sul pane

In un vasetto di vetro alto un metro nel film “Bianca” di Nanni Moretti oppure nelle mini-vaschette in plastica con angoli scomodissimi da pulire con il dito, la Nutella è sempre stata la Nutella. Croce e delizia di ogni buon goloso che si rispetti, la crema di nocciole e cacao della piemontese Ferrero ha scansato con spocchia senza colpo ferire anche gli eticissimi rivali del Commercio Equo Solidale, che ancor propugnano i loro barattoli dal Sud del Mondo, “che non sfrutta chi lo produce, paga il giusto prezzo ai lavoratori, promuove le economie delle comunità locali”. Peccato, verrebbe da dire, con imparziale acquolina in bocca, mentre alcune brave massaie e buone mamme propongono online la loro ricetta alternativa (75 gr. nocciole, 100 gr. cioccolata amara, 100 ml latte condensato, 1 cucchiaio e mezzo olio di nocciole, un pizzico di sale e 3 cucchiai di acqua calda).

Giorgio Gaber in una sua canzone definì la Nutella di sinistra (ma il dibattito non è mai risolto). Ora Ferrero fa sapere che la sua Nutella è pure green, dalle materie prime tracciate all’autoproduzione energetica degli stabilimenti, passando per misure di trasporto sostenibile.

Nella campagna “Nutella salva la foresta” Ferrero negli anni passati ha aderito, grazie a Greenpeace e alla sua mobilitazione online, alla richiesta di moratoria sull’espansione delle coltivazioni di palma da olio nelle foreste pluviali del Sud Est Asiatico, garantendo la sostenibilità dell’olio di palma utilizzato e contribuendo così alla tutela degli ultimi oranghi del Borneo e di Sumatra minacciati dalla continua deforestazione.

Pubblicità della nutella del 1963

Ora, con il secondo rapporto di responsabilità sociale, la Ferrero diffonde i suoi imperativi per il 2013/2020 su strategia di sostenibilità e sviluppo. Tra i traguardi, l’autoproduzione energetica pari al fabbisogno degli stabilimenti in Europa per il 30% da fonte rinnovabile (e in particolare Italia, Germania, Francia, Irlanda, Belgio e Polonia); riduzione del consumo idrico per unità di prodotto del 20% entro il 2020; approvvigionamento di cacao, olio di palma e caffè certificati come sostenibili per il 100% del fabbisogno entro il 2015 e 2020. Redatto in conformità alle linee guida “Sustainability Reporting Guidelines and Food Processing Sector Supplement”, il documento certifica queste azioni riferite all’anno commerciale 2009-2010.

Buone pratiche agricole e protezione degli animali. Rispetto dei diritti umani e attenzione ai rapporti con i fornitori. Progetti secondo lo standard “carbon fix” (ossia sui crediti di carbonio) e di filiera integrata. Gestione degli scarti e riduzione delle emissioni. Risparmio energetico e autoproduzione (anche tramite la nascita della società di gruppo Energhe nel 2007). Riduzione degli imballaggi e catena di logistica integrata ecosostenibile. Ferrero prevede entro il 2013 un ricorso: al gas naturale (4 MW, in Italia e Australia); a biomasse liquide 89,6 MW, in Italia); al biogas (3 MW, in Italia e Germania); all’eolico (9 MW, in Italia e Polonia), con una capacità complessiva di autoproduzione pari a circa 90 MW elettrici, il 30% da fonte rinnovabile e ulteriori opportunità d’investimento nel settore eolico in Italia e in Polonia (oltre 30 MW, entro il 2020).

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