La Consulta Ambiente non consultata

Sarà sicuramente una riunione molto affollata e con parecchi dubbi da chiarire quella che la Consulta per l’Ambiente del Comune di Bari ha indetto per  mercoledì 1 giugno alle ore 17 nei locali della polizia municipale in Via Aquilino.

All’ordine del giorno ci sono, infatti, sostanzialmente due punti “caldi”: anzitutto la posizione della Consulta all’Ambiente in merito alla gestione del verde pubblico, con particolare riferimento a Via Caldarola e Via Sparano; quindi (ed è un punto che dipende direttamente dal precedente), la riflessione sul ruolo e sul futuro delle attività della Consulta stessa.

Ciò che ha portato alla convocazione di una riunione straordinaria della Consulta(che, ricordiamo, è aperta a tutti)  certo va ben oltre la questione che in questi giorni sta riscaldando il clima cittadino, vale a dire il verde pubblico e il modo con cui viene gestito dall’amministrazione comunale, e in particolare il discusso progetto di restyling di via Sparano che si è unito all’abbattimento del lungo filare di pini in via Caldarola, di cui si è saputo solo a cose fatte. La questione in gioco è il ruolo che un organismo come la Consulta per l’Ambiente ha in un processo di partecipazione alle scelte elaborate dalla città.

consulta ambiente
Un bell’esempio di condivisione degli interessi cittadini è la riqualificazione dell’ex Caserma Rossani (nella foto, come dovrebbe apparire una volta realizzato il parco nell’ex Caserma Rossani)

La Consulta per l’Ambiente è un organismo comunale, e come tale ha ospitalità sul portale del Comune di Bari dove condivide tutto quanto riguarda la sua attività. Giova ricordare che, come è indicato sul portale del Comune di Bari, “La Consulta svolge funzioni consultive e di orientamento rispetto all’attività dell’amministrazione comunale in tema di tutela ambientale e si attiva per determinare la partecipazione ed il coinvolgimento del sistema ambientale, facilitando la promozione della tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. La Consulta, altresì, collabora con l’assessorato comunale all’Ambiente in sede di definizione degli indirizzi e di condivisione delle iniziative comunali in materia di tutela dell’ambiente”. Non interviene nelle decisioni dell’amministrazione comunale, però ha la possibilità di essere consultata dagli assessori o dal sindaco e di esprimere pareri, secondo una logica di decisioni partecipate e condivise. L’esempio dell’ex caserma Rossani, di cui Ambient&Ambienti si è occupato, dimostra quanto il contributo di associazioni e   semplici cittadini produca un a ricaduta positiva nella vita della città, se non altro perché contribuisce a fare sentire tutti corresponsabili e compartecipi di  progetto di riqualificazione urbana. E andando oltre le vicende di questi giorni, sullo sfondo c’è anche un piano di riqualificazione di Piazza Umberto, che già sta riscaldando gli animi.

Le rimostranze della Consulta Ambiente

Per restare alle iniziative che stanno vedendo la consulta in prima linea nella vicenda del verde urbano, ricordiamo che proprio lo scorso 17 maggio la consulta ha ufficialmente presentato agli assessori Galasso ( Lavori pubblici) Tedesco (Urbanistica) e Petruzzelli (ambiente) la proposta elaborata da alcuni tavoli tecnici e che riguarda la riqualificazione a verde dell’area dell’ex gazometro al quartiere Libertà. Sempre in quella occasione all’assessore Galasso è stato consegnato il documento con la proposta di regolamento del verde pubblico e privato della città di Bari, un regolamento che molte città hanno e di cui Bari è ancora priva (ricordiamo che i dati ISTAT attribuiscono a  Bari  meno di 9 mq di verde pubblico pro capite) E questa proposta di regolamento, risultato di un accurato lavoro di esperti del settore, professionisti, rappresentanti di UniBa, PoliBa, CNR, e di cittadini che hanno cercato di capire cosa può essere utile per arricchire la città di verde, verrà presentato pubblicamente alla cittadinanza  nel mese di giugno.

Gli alberi abbattuti in via Caldarola
Gli alberi abbattuti in via Caldarola

Le polemiche di queste settimane finalmente stanno facendo riflettere i baresi che in questa città il verde e fondamentale. Anche chi è stato in disparte ora vuole dire la sua, e certo senza voler fare, come accade dopo qualche partita della nazionale, i Conte o i Lippi della situazione. Sembra essersi risvegliato un certo “amor civico” anche nei più indifferenti: non si spiegherebbero altrimenti le circa 15mila firme che più petizioni hanno raccolto contro il progetto di restyling di Via Sparano. Non si spiega altrimenti  il disappunto (per usare un eufemismo) degli abitanti di via Caldarola, “espropriati” dei loro alberi di pino, fastidiosi quanto si voglia – dato che le loro radici hanno in più punti sollevato l’asfalto – ma che pur sempre erano un piccolo polmone verde. Disappunto cui si è unita la sezione pugliese di Italia Nostra, che in una lettera indirizzata alla Consulta precisa che i danni arrecati all’avifauna attualmente in fase di riproduzione a causa del taglio dei pini, per, non solo sono vietati dalla normativa europea, ma si configurano come reato di maltrattamento di animali e come tali puniti dal codice penale.

La posta in gioco non è “alberi sì, alberi no”, ma il metodo di governo di una città. Il disagio che la Consulta per l’ambiente evidenzierà nell’incontro del prossimo 1° giugno non è il disagio di un gruppo di intellettuali o sedicenti esperti convinti di essere i depositari della verità, ma  il giusto risentimento di oltre 50 associazioni che si ritrovano in questo organismo e che rappresentano un bacino di cittadini ampio, variegato e desideroso di costruire insieme una immagine di città partecipata. Sapranno i nostri amministratori ascoltare queste voci ?

(La foto di copertina è di Spiro Palumbo)

 

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