La Commissione Europea ha autorizzato l’importazione di diciannove OGM

Il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker

La Commissione Europea, poco più di un’ora fa, ha autorizzato l’importazione di diciannove OGM: tre tipi di mais, cinque di soia, due di colza, sette di cotone e due fiori ornamentali recisi, di cui sette rinnovi. L’autorizzazione è valida dieci anni e tutti i prodotti derivati saranno sottoposti alle regole di tracciabilità e di etichettatura.

Non avendo, però, raggiunto la maggioranza qualificata necessaria per una risoluzione favorevole o contraria, l’esecutivo UE ha deciso di lasciare ai singoli Stati membri la possibilità di decidere se limitarne o proibirne l’uso sul proprio territorio. Fino a quando non sarà approvata da Europarlamento e Consiglio UE però – è spiegato nel dispaccio ANSA -, il processo di autorizzazione rimarrà quello attuale. Tutti gli OGM autorizzati oggi, riferisce la Commissione europea, hanno ricevuto parere favorevole da parte dell’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), le cui valutazioni sono state condotte in collaborazione con gli Stati membri. I nuovi OGM destinati a uso alimentare o a mangimi si aggiungono ai cinquantotto già autorizzati.

«Sono scandalizzato dalla decisione della Commissione Europea» attacca José Bové, uno dei leader storici dei verdi europei, secondo cui Jean Claude Juncker «prende in giro i consumatori europei». Secondo Bové, il presidente della Commissione Europea, in questo modo «fa una grande concessione per facilitare la firma del “Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti” con gli USA (in inglese Transatlantic Trade and Investment Partnership, TTIP)».

Un campo di mais biotech

L’esponente dei verdi attacca poi le nuove regole proposte per dare libertà di scelta ai singoli Stati membri in materia di import di OGM. Questa ipotesi «è un’illusione – dice Bové -, perché la libera circolazione delle merci nell’UE è un dogma», quindi «i maiali e i prosciutti prodotti con alimenti transgenici in Polonia o in Spagna – conclude l’ambientalista – si ritroveranno senza difficoltà nei supermercati degli altri Paesi, non è possibile effettuare controlli efficaci».

Dello stesso avviso il commento di Federica Ferrario, responsabile della Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia. «Queste autorizzazioni confermano che Juncker non ha alcuna intenzione di avvicinare l’Unione Europea ai suoi cittadini, ma vuole solamente agevolare gli interessi di Stati Uniti e Monsanto. Solo pochi giorni fa il presidente della Commissione europea si è rimangiato quanto promesso ad inizio mandato: nessuna cancellazione delle norme che obbligano la Commissione UE ad approvare nuovi OGM in Europa anche se la maggioranza degli Stati è contraria. Oggi spalanca le porte dell’Europa a una nuova ondata di OGM solo per compiacere le aziende biotech statunitensi. Questo – conclude Ferrario – è un esempio di TTIP in azione».

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