Input your search keywords and press Enter.

La colata

Una recente pubblicità mostra un Gerard Dépardieu in versione casalinga mentre cucina cantando che questo – l’Italia – è il Paese del sole e del mare… ma sarà ancora vero? O forse ci stiamo rapidamente trasformando nel Paese del cemento, delle ville e delle palazzine?

Il cemento avanza, è diventata una febbre che coinvolge dalle più alte gerarchie ai più piccoli comuni. E se c’è un seppur minimo margine di guadagno, nessuno (cardinali, banchieri, politici di ogni schieramento) si tira indietro; quella che è universalmente la nostra più grande ricchezza, la bellezza dei paesaggi, dei centri storici, delle città d’arte, rischia di essere perduta per sempre, mentre a un ritmo di 244mila ettari all’anno. Va bene il ponte sullo stretto, ma perché invece non investire quei soldi per prevenire e riparare i danni dovuti alle frane? E così quella legge del 1986 che stabilisce le norme per danno ambientale sembra dimenticata quasi da tutti.

Gli autori di questo libro, giornalisti per testate quali Il messaggero, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano e L’espresso, ci mostrano questa Italia cementificata, raccontandola e documentandola dettagliatamente, senza evitare di citare con nome e cognome le personalità coinvolte, descrivendo le speculazioni, gli scempi paesaggistici, le invasioni delle seconde case (lì dove è ancora avvertibile il disagio sociale di chi di case non ne ha neanche una!), la febbre per strade e autodromi. Forse, se questo libro non fosse stato ancora pubblicato, gli autori avrebbero scritto un capitolo dedicato ad Angelo Vassallo, il coraggioso sindaco di Pollica, nel Cilento, trucidato giorni fa.

Ma non tutti chinano la testa rassegnati: in molte regioni comitati di cittadini si mobilitano in difesa del territorio e di quella legge semi-dimenticata dell’ ’86 che ora, nell’indifferenza, rischia di essere cambiata per difendere interessi economici. Di chi? Del Partito del cemento? Leggere il libro per avere la risposta.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *