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La città informatizzata

Un social network partecipativo consente anche agli anziani di interagire con la Pubblica Amministrazione

Una città metropolitana che si rispetti deve tagliarsi addosso soprattutto gli abiti di una città intelligente. E perché il vestito nuovo, come si dice, cada a pennello, è importante che la Pubblica Amministrazione assuma il ruolo importante di front end e che il cittadino, come necessario che sia, svolga il ruolo di back end. Perché i due ruoli siano complementari, è necessario, però, che ci sia un’interfaccia tra i due soggetti. Un social network che consenta al cittadino di partecipare attivamente al fabbisogno della città; di segnalare alla Pubblica Amministrazione disagi e disservizi e, magari, anche quando è ben servito.

Una soluzione facile e intuitiva come Facebook, per intenderci. Soluzione già utilizzata da tempo dal sindaco di Bari Michele Emiliano, per comunicare con gli iscritti. Un social network partecipativo, però, assolve anche un altro compito. il back end, il cittadino, può commentare e interloquire dal PC di casa con gli operatori del Comune che hanno preso in carico una segnalazione; il front end, l’Amministrazione può razionalizzare le procedure di intervento. In genere, un software installato negli uffici amministrativi del Comune gestisce la chiamata del cittadino. Una volta convalidata, la segnalazione passa nella sezione lavori in corso e, man mano che va avanti con questi step, il sistema genera in automatico una mail che informa il cittadino il quale si sente coinvolto dello stato di avanzamento dei lavori. Coinvolgimento che si traduce in gradimento.

Un tombino saltato a causa della grande pioggia è stato segnalato agli automobilisti con un paio di pallet (foto di Gianni Avvantaggiato)

I sistemi, più o meno simili, consentono anche di smistare in automatico le segnalazioni agli uffici di competenza, perché il cittadino nel momento della segnalazione sceglie la tipologia: ambiente, arredo urbano, animali, controllo traffico, rifiuti, rumore, segnaletica stradale, strade, veicoli abbandonati, verde pubblico ecc.. I lavori di manutenzione e riparazione in genere sono dati in appalto a ditte diverse.  Il sistema, caricato con il nome di ogni singola ditta, gira la segnalazione direttamente all’azienda interessata, accorciando i tempi di intervento. E il Comune dal canto suo può monitorare se questa è efficiente oppure no. Ricollegandosi al sito, inoltre, l’utente può poi controllare quanto tempo passa tra la sua segnalazione e l’intervento.  E, eventualmente, come abbiamo già detto prima, segnalare anche il proprio gradimento per la tempistica e il lavoro svolto.

I software, inoltre, sono disponibili anche per gli ormai ben noti smartphone. Questo consente all’utente di lanciare l’applicazione anche quando è per strada, scattare una foto, per esempio alla buca al centro strada, e inviarla direttamente al Comune. E il GPS, di cui tutti i telefoni cellulari intelligenti sono dotati, segnala al sistema, che utilizza mappe stradali, satellitari e aeree per la navigazione, con zoom e pan che consentono una migliore visualizzazione, anche le esatte coordinate del luogo dove è sorto il problema.

Uno smartphone

Il Comune di Bari, vista la responsabilità che comprende la scelta di una piattaforma adeguata al ruolo di città metropolitana, cui ambisce, sta valutando il sistema utilizzato dal Comune di Roma, in particolare – un altro Comune è quello di Udine, pioniere nel Paese, nell’utilizzo di un social network partecipativo -, ci conferma l’assessore all’Informatizzazione Annabella De Gennaro. Al vaglio degli esperti dell’Amministrazione barese, anche un altro degli strumenti partecipativi al servizio del cittadino utilizzato dalla Capitale, per esempio, è lo “sportello informazioni” che risponde a un numero telefonico.

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