La casa per i piccoli pazienti oncologici a Bari è realtà

Taglio del nastro con Lorella Cuccarini e Michele Emiliano per linaugurazione del Villaggio trenta ore per la vita Agebeo

Inaugurato stamattina il “Villaggio Trenta ore per la vita Agebeo”, la struttura destinata all’accoglienza dei piccoli pazienti oncologici e delle loro famiglie realizzata su un terreno di proprietà comunale confiscato alla mafia. Lorella Cuccarini madrina dell’evento

 

Si è tenuta questa mattina l’inaugurazione ufficiale del “Villaggio Trenta ore per la vita Agebeo”, la struttura destinata all’accoglienza dei piccoli pazienti oncologici e delle loro famiglie realizzata su un terreno di proprietà comunale confiscato alla mafia e concesso nel 2016 dal Comune di Bari all’associazione A.Ge.B.E.O. e amici di Vincenzo onlus per il suo progetto di accoglienza.

Nel tempo intercorso tra la concessione del terreno e il 2018 Agebeo, grazie a un’intensa attività di fund raising su scala locale e nazionale (donazioni di privati, sponsorizzazioni ed erogazioni liberali) e al sostegno finanziario di Trenta Ore per la Vita onlus, è riuscita a sviluppare il progetto tecnico-esecutivo per il Villaggio e a realizzare circa il 50% delle opere previste, per un valore totale di circa 500mila euro.

Il completamento della struttura è stato poi reso possibile dalla scelta del Comune di Bari, in qualità di proprietario del suolo, di partecipare all’avviso regionale sul riutilizzo dei beni confiscati in partnership con Agebeo, candidatura che è valsa il riconoscimento di 1 milione di euro, risorse cui si è aggiunto, ancora, un co-finanziamento di 710mila euro con risorse del civico bilancio. La struttura va a colmare una lacuna del servizio pubblico che non riusciva a dare spazio e alloggio alle famiglie in difficoltà economica.

Una struttura utile e che parla il linguaggio dell’accoglienza

Il sindaco Antonio Decaro ha così commentato: “Michele Farina insieme ai volontari di Agebeo è l’esempio di chi non si arrende alle difficoltà e alle lungaggini della burocrazia per portare avanti un progetto solidale a beneficio di una grande comunità, che va oltre i confini regionali ed è la comunità di tutte le famiglie alle prese con le difficoltà, le ansie e il dolore legate alla malattia di un figlio. Questo Villaggio è l’esempio plastico delle politiche amministrative realizzate in continuità in questi venti anni, in cui tutti abbiamo scelto di impegnarci a portare a termine questo progetto, avviato durante le amministrazioni precedenti e completato oggi, improntato alla restituzione alla comunità dei beni confiscati alle mafie per finalità sociali e solidali”.

All’inaugurazione di questa mattina, al fianco di Michele Farina, presidente di Agebeo, e di Lorella Cuccarini, madrina di Trenta ore per la vita, sono intervenuti il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e gli assessori comunali al Patrimonio, Vito Lacoppola, ai Lavori pubblici, Nicola Mele.

Il Villaggio dell’accoglienza Trenta ore per la vita 

La struttura e’ stata ricavata d un bene confiscato alle mafie

Il Villaggio si compone di dieci moduli su un unico livello, otto dei quali destinati ad abitazione e i restanti due ad amministrazione e riabilitazione psicologica. Ciascuna unità abitativa, di circa 50 mq, è dotata di camera da letto, zona soggiorno/pranzo/cucina e bagno con doccia e può ospitare fino a quattro persone. A garanzia dell’autosostenibilità del villaggio, sono stati installati impianti alimentati da fonti rinnovabili per la produzione di acqua calda, per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti. La struttura può contare anche su una piccola palestra per le attività motorie dei piccoli degenti e su spazi comuni in cui saranno svolte le attività dell’associazione A.Ge.B.E.O. e amici di Vincenzo onlus.

D’ora in avanti il Villaggio dell’accoglienza costituirà una vera e propria eccellenza sul fronte dell’ospitalità pubblica sanitaria per il Mezzogiorno e l’intero territorio nazionale, oltre che un esempio virtuoso di riutilizzo sociale di un bene confiscato, in coerenza con gli obiettivi della Legge 109/1996 e s.m.i. e della L.R. n. 14/2019, che prevedono che la restituzione dei beni alla collettività custodisca un valore simbolico per la comunità e rappresenti un’opportunità di riqualificazione culturale, urbana e sociale, creando nuove opportunità di lavoro.

La collaborazione tra Comune e Agebeo

Il progetto del Villaggio nasce nel solco di una collaborazione sviluppata negli anni tra il Comune di Bari e l’associazione di volontariato Agebeo & Amici di Vincenzo onlus, fondata a Bari, nel 1990, da un gruppo di genitori che hanno vissuto con i propri figli la dolorosa esperienza della lotta contro la leucemia e il tumore infantile. Nel 2007 l’associazione, in qualità di affidataria del Comune di un appartamento confiscato alle mafie, in Via Tommaso Fiore, è diventata progressivamente un punto di riferimento per l’accoglienza dei familiari dei piccoli pazienti oncologici a Bari, provenienti dal territorio regionale o da altre parti d’Italia, costretti ad affrontare una lunga e onerosa permanenza presso il capoluogo.

Il Villaggio trenta ore per la vita Agebeo e’ composto di 8 unita’ abitative per le famiglie dei piccoli pazienti oncologici

Contestualmente, nel 2016, l’associazione, partecipando a un avviso pubblico del Comune di Bari, ha ottenuto in concessione un terreno confiscato alle mafie in zona Policlinico, nel triangolo che ospita il Policlinico, l’ospedale Giovanni Paolo II (ex Cotugno) e le cliniche private Anthea e La Madonnina, con il vincolo di realizzarvi il villaggio di accoglienza per le famiglie dei piccoli pazienti oncologici e dei presidi di carattere psicologico, socio-sanitari e riabilitativi per i piccoli pazienti.

Nel tempo intercorso tra la concessione del terreno al 2018, AGEBEO, grazie a un’intensa attività di fund raising su scala locale e nazionale (donazioni di privati, sponsorizzazioni ed erogazioni liberali) e al sostegno finanziario di Trenta Ore per la Vita onlus, è riuscita a sviluppare il progetto tecnico esecutivo per il Villaggio e a realizzare circa il 50% delle opere previste, per un valore totale di circa 500mila euro.

Di qui, la scelta del Comune di Bari, in qualità di proprietario del suolo, di partecipare all’avviso regionale sul riutilizzo dei beni confiscati, candidando il progetto di completamento della struttura, in partnership con AGEBEO, e di garantire un cofinanziamento pari a 710mila euro, legato al finanziamento regionale di 1 milione di euro, nell’ambito dell’avviso “Dal Bene confiscato al Bene riutilizzato: strategie di comunità per uno sviluppo responsabile e sostenibile” a valere sul POR Puglia 2014-2020.

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