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La Banca del Germoplasma protegge le specie autoctone del Gargano

Nel caveau della “Banca del Germoplasma” è conservato il futuro del polmone verde garganico, il genotipo vegetale delle specie autoctone del Promontorio. Come spiegano, infatti, dal Parco Nazionale del Gargano «non ci può essere futuro consapevole senza custodire la memoria del passato». Per questo, grazie ad una partnership stretta con il Consorzio di Bonifica del Gargano e l’Università di Bari, l’Ente Parco ha attivato un innovativo polo scientifico, frutto di una duplice azione progettuale capace di tutelare e proteggere, in maniera duratura, la flora autoctona: da una parte, la banca del germoplasma, dall’altra la realizzazione di un vivaio-orto botanico, a Borgo Celano, nel territorio di San Marco in Lamis, per la contemporanea produzione di materiale vivaistico da utilizzare per il ripristino della flora e della vegetazione locale.

Semi e spore conservati in vivaio

La banca del germoplasma –  Raccoglierà e conserverà a lungo i geni delle piante, ovvero, spiegano dall’Ente Parco, «materiale ereditario contenuto in parti vive, soprattutto i semi, ma anche pollini, spore e tessuti» attraverso la tecnica della crioconservazione, cioè il congelamento controllato nell’ottica di una valida politica di prevenzione dall’estinzione. «In questo modo, i semi potranno essere utilizzati in avvenire per contribuire a recuperare gli ambienti danneggiati o distrutti o ad aumentare il numero esemplari di specie rara». Nello specifico, sul Gargano, sono state individuate e ‘conservate’ 34 taxa (specie), vegetali diffusi nell’area garganica e nelle Isole Tremiti. «La scelta è stata operata tenendo conto delle caratteristiche di conservabilità dei semi dello status di minaccia di estinzione a livello nazionale e regionale, del grado di rarità e dell’importanza fitogeografica. In ciascuna delle 34 schede è riportata una descrizione morfologica molto concisa, l’habitus e\o la forma biologica, l’habitat di rinvenimento, l’area di distribuzione e lo status di minaccia e di conservazione», puntualizzano dall’Ente Parco.

Ulivo secolare del Gargano

Il vivaio-orto botanico –  E’ ospitato a Borgo Celano, nella sede del Consorzio di Bonifica, partner del progetto che si pone in stretta continuità con la banca del germosplasma. Il vivaio produrrà circa 100.000 piantine all’anno ed è organizzato per sezioni (latifoglie, conifere ed arbusti e non mancheranno, tra gli altri, esemplari di acero, carpino bianco, castagno e pino d’aleppo). Il progetto rappresenta un’importante iniziativa per la salvaguardia della biodiversità vegetale del Promontorio ed è strutturato in più settori con compiti e obiettivi differenti. Il settore trainante sarà quello dedicato alla produzione di piantine da cedere a prezzo di costo alle cooperative o imprese che effettuano interventi di rimboschimento e di ingegneria naturalistica nell’area Parco; gli altri due settori, non meno importanti, si occuperanno della realizzazione di un orto botanico delle specie rare della flora garganica e della catalogazione delle varietà fruttifere in via di scomparsa come melo cotogno, melograno carrubo, gelso nero, sorbo azzeruolo, corbezzolo, corniolo, sanguinello e giuggiolo.

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