La #10yearschallenge dell’ambiente

La moda social della #10yearschallenge, ormai virale, è anche un’occasione di riflessione sui cambiamenti ambientali. Non c’è da stupirsi che siano decisamente in peggio

Se chiedeste a chiunque – giovani e meno giovani – quale sia la moda social del momento, la risposta sarebbe univoca: la #10yearschallenge.
Scritto rigorosamente con l’hashtag davanti, senza spazi, come si conviene, la 10 Years Challenge è una moda diventata virale nel giro di pochissimo tempo, e chiunque giri tra Facebook, Instagram o Twitter si è per forza di cose imbattuto in una foto divisa in due con lo stesso protagonista nel 2009 e nel 2019.
Un ricordo di come si era al netto di come si è oggi, tra cambiamenti e novità più o meno evidenti. Un mix di nostalgia e desiderio di condividere con gli altri utenti social un aspetto della propria vita.

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La #10YearsChallenge del WWF

Se il contest può essere una trovata simpatica a livello individuale, sollevano un gran dibattito se ad essere accostato – a 10 anni l’uno dall’altro – è l’ambiente con i suoi cambiamenti.
Dagli animali alle foreste, dai fondali marini ai ghiacciai, ci si rende conto che i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale non sono delle storielle così campate per aria. E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.
Dalle organizzazioni no profit – WWF e Greenpeace su tutti – al semplice comune utente social, cittadino del mondo, sono state tantissime le immagini messe in rilevanza. Sconcertanti.
In particolare al link del WWF 10 Years Challenge: 10 anni terribili per le specie simbolo vengono descritti alcuni degli esemplari a rischio estinzione, vessati dal bracconaggio e che, sostanzialmente, hanno visto le loro condizioni di vita deteriorarsi giorno dopo giorno.
Il WWF ci racconta della diminuzione di elefanti africani, 144mila esemplari meno in sette anni favorendo “l’industria illegale” dell’avorio; 4mila rinoceronti in meno in una decade per sostenere il commercio dei corni; quasi il 50% in meno di leoni nell’ultimo ventennio.
E ci invita a contribuire, anche economicamente, a sostegno di tutte le specie in via d’estinzione, dando obiettivi concreti ai fondi raccolti come indicato nello specchietto interno al link Il tuo aiuto conta

Non solo animali

Allargando gli orizzonti – come già anticipato – sono molteplici i profili ambientali chiamati in gioco, loro malgrado.
Fiumi, laghi, mari prosciugati, ridimensionati nelle loro proporzioni, colpa dell’innalzamento delle temperature oppure enormemente inquinati tra plastica, scarti industriali e quant’altro.
Foreste disboscate, meno estese e con grandi chiazze marroni in mezzo al verde, sintomo chiaro di un abbattimento selvaggio, incontrollato e scriteriato.
Ghiacciai ogni anno ridotti, dal Polo Nord al Polo Sud, dalla Groenlandia a tutta la zona che lambisce il Circolo Polare Artico (si stima che si sciolgano il 50% più velocemente rispetto all’era industriale e il 30% rispetto all’andamento medio del ventesimo secolo).
Sono ancora tanti e variegati gli esempi che la rete ha portato alla luce, senza risparmiare niente e nessuno.
La #10yearschallenge, tra il faceto e l’apparire, è anche questo: una sfumatura più grigia, che green.

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