L’isola felice con il cicloturismo: in Sardegna la prima Rete di bike hotel

Bike hotel e cicloturismo

Scoprire la bellezza della Sardegna in sella a una bicicletta. Alimentando il turismo dell’isola attraverso una fetta di mercato tutt’altro che marginale. Nella regione è nata la Rete di bike hotel, per soddisfare le esigenze degli appassionati della vacanza in bicicletta per 365 giorni all’anno.

Un mercato da circa 4 miliardi di euro su un volume totale di 23 miliardi spesi dai turisti italiani. Il cicloturismo non è più di nicchia. È una (importante) fetta di mercato in evidente crescita. Un trend che coinvolge sempre più persone: in attesa dei dati ufficiali della stagione appena finita, basta analizzare i numeri di un anno fa, quando furono circa 5 milioni gli italiani a utilizzare la bicicletta nel corso della propria vacanza estiva 2020. E ancora, il Piano nazionale ciclovie, che prevede la realizzazione di mille km di piste ciclabili urbane e metropolitane e di 1626 km di piste turistiche.

I dati non mentono mai. E questi sono i numeri di un settore che definire “in crescita” è riduttivo. Perché il mondo del cicloturismo ha ormai intrapreso un percorso virtuoso, tra itinerari ciclabili e bike hotel. Lo sanno bene in Sardegna, dove è appena nata la prima rete della regione di alberghi attrezzati per soddisfare le esigenze degli appassionati della vacanza in bicicletta. In sella a una bici per vivere al meglio la Sardegna, con le sue bellezze storiche e naturalistiche.

La rete sarda dei bike hotels

In Sardegna è nata la prima Rete dei bike hotel

Venticinque operatori di 14 Comuni (Alghero, Bosa, Cabras, Castelsardo, Oristano, Porto Torres, Stintino Tresnuraghes, Villanova Monteleone, Guspini, Macomer, Santu Lussurgiu, Ulà Tirso e Sassari), con due alberghi diffusi, un agriturismo, tre società di noleggio bike ed escursioni, un tour operator, una società di trasporti e tre cantine per creare sinergie con la filiera agricola. Sono loro ad animare Best – Biking Experience Sardinia Tourism, la prima rete sarda di bike hotel.

L’obiettivo, neanche a dirlo, è quello di dare impulso al cicloturismo in Sardegna, anche nella versione e-bike con le bici elettriche. I percorsi verranno riprogettati per collegare tutti i nodi della rete che si snoda lungo le province di Sassari, Nuoro, Oristano e sud Sardegna. A premiare l’idea anche le istituzioni: il progetto ha conquistato il primo posto nella graduatoria del bando “Turismo, cultura e ambiente – Sardegna, un’Isola sostenibile” di Sardegna Ricerche, l’agenzia della Regione che sostiene le imprese e l’innovazione nell’isola.

Cicloturismo in crescita

Capofila della rete è l’imprenditore Guglielmo Machiavello, dell’albergo diffuso Villa Asfodeli di Tresnuraghes, un vero e proprio bike-hotel che già da diversi anni ha orientato gran parte della sua attività verso il cicloturismo, coinvolgendo alcuni dei partner oggi presenti nella rete.

E anche l’estate appena trascorsa ha confermato il trend positivo. «È stata una stagione al di là delle aspettative – spiega Machiavello – e, complice anche il tempo, abbiamo avuto prenotazioni fino a ottobre».

Una bici da bere

Un punto di forza del progetto è il legame con il settore agricolo grazie alla presenza nella rete di tre cantine, espressione con i loro prodotti Doc di tre differenti territori: Alghero con il Torbato, la Planargia con la Malvasia, Oristano con la Vernaccia. «L’abbinata con i prodotti locali è vincente – rivendica Machiavello – e miscelare le bellezze del posto con le eccellenze enogastronomiche non può che attrarre turisti».

Non a caso i tre bianchi da valorizzare con il cicloturismo sono nel segno del Bike-Food&Wine, che vede anche il coinvolgimento del Consorzio del Pecorino Romano di Macomer presente nei mercati di Stati Uniti e Canada, tutti territori sempre più interessati all’offerta cicloturistica della Sardegna. Perché quello che la pandemia ha tolto, ora lo sta restituendo con gli interessi. «Sono ripresi intensamente i contatti con i tour operator stranieri – evidenzia Machiavello – e la loro presenza diventa fondamentale per lo sviluppo del settore. Va detto però che anche gli italiani si stanno avvicinando a un tipo di vacanza che fino a qualche anno fa non era nelle loro corde».

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