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L’ ENEA parla pugliese

L’ ENEA, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, ha presentato l’Atlante dell’innovazione tecnologica, che raccoglie progetti realizzati dal Centro di Ricerche di Brindisi.

L’ ENEA ha dunque realizzato una banca dati con oltre 500 tecnologie, prodotti e servizi avanzati per le industrie con approfondimenti specifici su agroalimentare, materiali innovativi, economia circolare e smart city. Il catalogo è stato illustrato nel corso di un road show promosso dal Servizio “Industria ed associazioni imprenditoriali” dell’Agenzia per rafforzare la capacità di trasferimento tecnologico. «E’ una vetrina – ha commentato Michele Penza, responsabile del laboratorio materiali funzionali e tecnologie per applicazioni sostenibili – dove sono state esposte le nostre offerte. Molte imprese rispondono in maniera positiva. Abbiamo siglato in un anno e mezzo circa dieci accordi di riservatezza, il 70% dei quali è avvenuto con le piccole e medie imprese. Questo dimostra che la ricerca applicata che produciamo trova un forte interesse nel mondo produttivo».

I laboratori del Centro ricerche di Brindisi dell'ENEA

I laboratori del Centro ricerche di Brindisi dell’ENEA

Il responsabile dell’Industrial Liaison Office (ILO) dell’Enea in Puglia, Marco Alvisi, ha sottolineato che «un grosso sforzo è stato compiuto con l’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione (ARTI) in questi cinque anni per raccogliere i bisogni d’innovazione tecnologica del sistema produttivo e valorizzare le attività del sistema della ricerca pugliese». Secondo il presidente di Confindustria Puglia, Domenico Favuzzi «il tessuto produttivo pugliese presenta eccellenze in numerosi settori impegnate in percorsi d’innovazione e ricerca avanzate. Abbiamo voluto, quindi, sposare il progetto dell’ENEA per rafforzare la capacità di trasferimento tecnologico e dell’innovazione delle imprese con l’obiettivo di stabilire un rapporto più stretto e diretto tra il mondo della ricerca e quello dell’industria».

E’ possibile visionare online i progetti pugliesi di tecnologie dei materiali e dispositivi (una quindicina) raccolti dall’ ENEA nell’Atlante.  Alcuni esempi partono dal rivestimento di materiali idrofobici e trasparenti per il miglioramento delle prestazioni del vetro. E’ stato messo a punto un processo Sol gel con nano-particelle di ossidi metallici in forma colloidale e realizzato un progetto esplorativo ed un impianto pilota con piccole imprese vetrarie del Salento. «Le nano-particelle – ha spiegato Penza – permettono di ottenere anche superfici colorate ed il miglioramento delle prestazioni meccaniche dei componenti. Sono in corso studi sulle nano-particelle e materiali che emettono luce di colore diverso per l’elettronica di consumo e l’intrattenimento”. Il processo di elettrosintesi di materiali funzionali a base di leghe metalliche e multistrato di nitruri migliora anche le prestazioni di corrosione ed usura. Un grosso progetto con General Electric, per il quale è in corso il processo di brevetto, ha permesso di mettere a punto il rivestimento delle piattaforme off shore che sono installate nel mare. Sono stati ottenuti, inoltre, materiali con scarti naturali per migliorare l’efficienza energetica. E’ terminato un progetto PON in collaborazione con Exprivia, Enel ed un’azienda edilizia che ha permesso di realizzare un processo, in corso di brevetto, di riempimento di laterizi con canapa trattata per un miglioramento fino al 20% dell’efficienza energetica di un edificio. Il trattamento di questa fibra è stato di tipo naturale in modo da preservarne le proprietà meccaniche: leggerezza ed isolamento termico. L’attività di ricerca dopo un anno è giunta alla conclusione che batteri, muffe ed altri microrganismi non attaccano questa fibra trattata. Lo studio delle potenzialità della canapa è possibile grazie ad un’azienda di Crispiano, in provincia di Taranto, che produce e coltiva questa fibra e s’inserisce in quello dedicato ai climi mediterranei con caratteristiche di caldo umido. Sono state utilizzate poi le fibre di carbonio recuperate dai pneumatici e quelle di basalto per migliorare le prestazioni meccaniche di materiali compositi e componentistica per l’automotive. Si è appena concluso un progetto PON con Adler Plastic. E’ stato realizzato un cruscotto rinforzato con fibre di basalto che aumenta il tempo di vita media dei componenti. Sono state messe a punto, inoltre, tecniche di diagnostica avanzata di componenti per l’industria dell’automotive. Sono in corso, infatti, forti contatti con la Bosch di Bari.

Il laboratorio di materiali funzionali microscopia elettronica

Il laboratorio di materiali funzionali microscopia elettronica

I punti di forza del Centro di ricerche ENEA di Brindisi sono le tecniche di diagnostica che spaziano dalla microscopia elettronica, che permette la caratterizzazione immediata morfologica e microanalitica di tutti i materiali, alla microscopia a ioni ed elio, che permette di ottenere immagini ad alta risoluzione ed elevato contrasto, alle tecniche di spettroscopia laser e di analisi di superfici. Questo pool di analisi dettagliate permettono lo studio di materiali tradizionali e la realizzazione di altri innovativi. «Nel nostro centro di ricerca – ha sottolineato Penza – abbiamo il nano tomografo a raggi X, uno strumento molto avanzato d’interesse industriale che radiografa i componenti e ne individua difetti e porosità. Un’altra tecnica è un sistema di ultrasuoni per materiali e componenti, al quale si abbina la termografia a raggi infrarossi. Sono tutte tecniche non distruttive per l’industria meccanica ed aeronautica, l’edilizia sostenibile, energetica ed i trasporti. Molti materiali che utilizziamo, come la canapa, sono scarti naturali mentre altri sono tradizionali, come i compositi polimerici, e sottoposti a processi innovativi d’ingegnerizzazione».

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