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“L’ibridazione tra animali selvatici e domestici”

L’ibridazione, cioè l’incrocio fra specie o varietà diverse, è un fenomeno naturale importante dell’evoluzione, e gli scienziati pensano che sia un fatto molto più frequente di quanto si possa pensare. Ma quando è l’uomo a compiere questa azione, l’ibridazione può diventare una gravissima minaccia per la biodiversità. Il 10 e l’11 dicembre, presso il complesso museale di Santa Maria della Scala, a Siena, nell’ambito dei “Cantieri della biodiversità”, si tiene il workshop: “L’ibridazione tra animali selvatici e domestici: una minaccia per la biodiversità”. Un’occasione per trovare soluzioni sia scientifiche, sia legislative nel settore della protezione e della ricerca ambientale.

un bell'esemplare di lupo

un bell'esemplare di lupo

L’ex INFS, Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, oggi incorporato nell’ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, segue l’evoluzione di questo fenomeno, contribuendo all’applicazione delle norme nazionali, definisce le linee guida sulla fauna selvatica e lo sviluppo di metodi e di programmi per censire il territorio e valuta lo stato di conservazione della fauna selvatica identificandone i fattori di crisi. Il caso dell’ibridazione tra popolazioni animali di specie selvatiche e loro corrispondenti domestici e la relativa introgressione, ossia l’alterazione del patrimonio genetico di una specie, alla comunità scientifica, desta molta preoccupazione. Nel nostro Paese un caso simbolo dell’ibridazione è quello del lupo con il cane domestico. Il rischio di conservazione della specie è molto elevato, soprattutto in quelle aree dove il lupo è presente in pochi esemplari e dove invece la presenza di cani vaganti è elevata. Per gli studiosi, i randagi costituiscono seria minaccia per la purezza genetica del lupo italiano e il fenomeno può contribuire ad esasperare le tensioni con gli allevatori. Per questo è indispensabile il confronto con tutta la comunità scientifica non solo del Paese ma anche della Comunità europea, in modo da mettere a punto politiche di conservazione condivise e chiare indicazioni normative. Infatti, come considerare da un punto di vista legale gli animali ibridi? E quali politiche applicare una volta accertato che una specie selvatica ha oramai un patrimonio genetico mescolato a quello di una specie domestica? Gli ibridi di specie protette sono a loro volta da proteggere? Sono interrogativi che non trovano una giusta risposta neppure a livello comunitario.

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