KEY, la “chiave” green che apre alle energie rinnovabili

La cerimonia inaugurale di KEY 2024

Numeri in aumento per la seconda fiera dell’Italian Exhibition Group, a Rimini. Picchetto Fratin: «Ieri l’energia veniva da Nord, oggi l’energia viene dal Sud»

 

Le energie rinnovabili in bella mostra alla seconda edizione di KEY – The Energy Transition Expo, la fiera di Rimini dedicata alle fonti green, inaugurata mercoledì scorso e in programma fino a oggi. Con i suoi 800 espositori, oltre un terzo dei quali provenienti dall’estero (soprattutto dalla Cina, all’avanguardia nel fotovoltaico), l’edizione 2024 ha fatto registrare un aumento di partecipanti del 30% rispetto allo scorso anno. All’evento organizzato da Italian Exhibition Group (IEG) sono presenti anche 300 fra buyer e delegazioni internazionali di 57 Paesi.
«La genialità italiana dobbiamo metterla sul sistema più innovativo di produrre energia, le rinnovabili – ha detto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, durante la cerimonia di apertura – Abbiamo la centralità nel Mediterraneo, abbiamo il sole e il vento, abbiamo l’acqua per produrre l’idrogeno. E mentre ieri l’energia, il gas, veniva da Nord, oggi l’energia viene dal Sud. E noi siamo il luogo di transito».
Il presidente IEG, Maurizio Ermeti, ha ricordato che «KEY non si focalizza su una singola area tecnologica, ma è dedicata al tema della transizione energetica a 360 gradi». Una trasversalità fondamentale, secondo le sue parole, per rendere questa una fiera unica nel suo genere. «Qui si parla la lingua del sole, del vento, dell’idrogeno, della E-mobility e delle città sostenibili – ha aggiunto Ermeti – Il nostro obiettivo, per la seconda edizione, è consolidare la leadership di KEY in Europa e nel bacino del Mediterraneo sul tema della transizione energetica».

Il presidente IEG, Maurizio Ermeti

Dati “rinnovabili”

Secondo i dati diffusi da Terna, società italiana operatrice delle reti di trasmissione dell’energia elettrica, nel 2023 le fonti rinnovabili hanno coperto complessivamente il 36,8% della domanda (contro il 31% del 2022). Inoltre, l’anno da poco concluso ha fatto registrare una crescita rilevante della produzione rinnovabile (+15,4%), raggiungendo il record del 43,8%. In crescita l’idrico (+36,1), l’eolico (+15,1%) e il fotovoltaico (+10,6%).
Un mondo quindi in grande fermento, che in fiera presenta tante novità interessanti e altamente tecnologiche: dai sistemi di installazione di impianti fotovoltaici, senza dover forare le coperture, a colonnine e sistemi di storage firmati da noti designer; dai pannelli resistenti alle grandinate ai sistemi di fissaggio che si rifanno alle radici degli alberi. E poi, ancora: assistenti domestici basati sull’intelligenza artificiale, le grandi auto elettriche tutte da provare, punti di ricarica per ogni esigenza, modelli di case green con tutti i device utili a consumare rispettando la sostenibilità.

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La prima di Italian green Factory

Italian Green Factory debutta al KEY di Rimini. La newco del gruppo Tea Tek, nata con l’acquisizione dell’area ex Whirlpool di Napoli, vuole diventare punto di riferimento per la transizione energetica in Italia e presenta, in anteprima assoluta, il primo trasformatore per power skid a marchio Igf. «Igf realizzerà inseguitori solari, power skid, trasformatori e punterà sulla ricerca – dichiara Felice Granisso, Ceo di Italian Green Factory – Presentiamo un trasformatore elettrico per power skid dalle alte performance, caratterizzato da ridotte emissioni, e ci stiamo confrontando con gli operatori del settore e gli stakeholder per far conoscere questo come altri prodotti del gruppo, a partire dal “Tonker”, macchina battipalo utilizzata per l’infissione delle strutture per gli impianti solari. Inoltre Tea Tek sta proponendo la propria soluzione di assistenza sul campo in realtà aumentata e intelligenza artificiale “ARGO”, prodotta dalla start up innovativa del gruppo Theia Innovation Srl».

Il convegno organizzato da H2IT ed ENEA

500milioni per 52 Hydrogen Valley

Le aree industriali italiane con economia in parte basata su idrogeno (Hydrogen Valley) al centro del convegno organizzato ieri da H2IT, l’Associazione Italiana Idrogeno, ed ENEA, che ha visto la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), della Regione Emilia-Romagna, della Regione Puglia e di importanti player del comparto. Ha partecipato anche Alberto Dossi, presidente di H2IT. Per la creazione di 52 Hydrogen Valley italiane, il governo ha stanziato 500milioni di euro. In particolare, 50milioni sono riservati ai cosiddetti “progetti bandiera”, interventi considerati di rilevanza strategica per le regioni, mentre i restanti 450milioni, finalizzati alla produzione di idrogeno in aree industriali dismesse, sono ripartiti tra i progetti delle Regioni e delle Province Autonome. Gli hub si inseriscono all’interno di una più ampia strategia nazionale per lo sviluppo della filiera idrogeno, al momento in lavorazione dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e fortemente promossa da H2IT, che lo scorso anno ha organizzato il primo Italian Hydrogen Summit proprio per sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di un piano a lungo termine.

Innovazione e Startup da premio

L’innovazione come opportunità di crescita e sviluppo, capace di proiettare il Paese verso il futuro, è stata protagonista nella serata di mercoledì. Il Premio Innovazione e il Premio Startup hanno decretato i progetti più innovativi presenti in fiera. I vincitori del Premio Innovazione, riservato alle aziende espositrici e intitolato alla memoria del compianto Presidente di Italian Exhibition Group (IEG), Lorenzo Cagnoni, sono stati: Rossato, Enfinergy, Enerfip, Valmont, Erredue, Fortech, City Green Light.
I vincitori del Premio Startup, dedicato alle imprese innovative presenti all’Innovation District e intitolato sempre a Cagnoni, sono state: Nexton Srl, Sottile Solar Srl, Macs Srl. Attraverso la consegna dei due riconoscimenti e la presenza dell’area dedicata, KEY ha confermato di essere vetrina privilegiata per Startup e imprese, nonché opportunità per mettere in contatto i giovani innovatori col mercato.

 

Comunità energetica di San Nicola da Crissa

Una vetrina per le comunità energetiche rinnovabili

Presente per il secondo anno anche SMA Italia, la società che ha contribuito alla realizzazione di due comunità energetiche rinnovabili (CER): quelle di San Giovanni a Teduccio a Napoli e quella solidale “Critaro” di San Nicola da Crissa, in provincia di Vibo Valentia. La prima, realizzata in Italia su iniziativa di Legambiente e finanziata dalla Fondazione per il Sud, ha visto l’installazione di un impianto da 55 kW sul tetto della Fondazione Famiglia di Maria; ora l’energia prodotta dall’impianto viene condivisa da 40 famiglie che percepiscono il relativo incentivo. La seconda, promossa dall’amministrazione comunale, con il supporto finanziario della BCC della Calabria Ulteriore, riguarda invece l’installazione di un impianto fotovoltaico da 66,8 kWp di potenza sul tetto di un edificio scolastico; l’energia prodotta viene condivisa da 30 famiglie che usufruiscono di un beneficio economico di 250euro all’anno, per vent’anni.
Previsto, a breve, l’avvio di una terza CER a Baranzate, nel Milanese.
Le comunità energetiche rinnovabili sono state introdotte da un decreto del 24 gennaio scorso. Il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle CER: un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti che supporterà lo sviluppo di due gigawatt complessivi, e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. I due benefici sono tra loro cumulabili. Attraverso il provvedimento sarà dunque favorito lo sviluppo di cinque gigawatt complessivi di impianti di produzione di energia rinnovabile.
«Le comunità energetiche possono diventare elementi chiave per favorire lo sviluppo sostenibile attraverso il fotovoltaico e rappresentano un’opportunità concreta per i cittadini che vogliono contribuire alla salvaguardia dell’ambiente – ha dichiarato Valerio Natalizia, Amministratore Delegato di SMA Italia – Ci auguriamo che la nuova regolamentazione sulle comunità di rete rinnovabili segni un tassello importante sulla via della stabilità normativa per il settore, determinante per contribuire all’obiettivo di coprire i consumi energetici da fonti rinnovabili al 42,5% entro il 2030».

Lo sviluppo delle rinnovabili

Presente all’expo riminese anche Seapower scrl, il centro di ricerca partecipato dall’Università Federico II di Napoli. L’azienda, che da circa trent’anni contribuisce allo sviluppo delle energie rinnovabili nel nostro Paese, ha recentemente realizzato altri due progetti, che vanno ad incrementare ed espandere i grandi campi eolici ed agrivoltaici già in iter, frutto di studi ed analisi costanti sul territorio. Tra questi l’impianto eolico di Grosseto, che prevede l’installazione di dieci aerogeneratori ciascuno di potenza pari a 6 MW per una potenza complessiva di 60 MW. Generando almeno 130 GWh annui, contribuirà a tagliare le emissioni di anidride carbonica, riuscendo a soddisfare il fabbisogno di energia elettrica di circa 60mila famiglie.
Produzione destinata ad aumentare, grazie all’idea di progettare l’impianto agrivoltaico Cluster O, che si estenderà tra le colline della Sicilia Occidentale, a Mazara del Vallo, su una superficie di 126 ettari.

La CER di San Giovanni Teduccio

In Italia è boom di energia rinnovabile

Una tavola rotonda è stata l’occasione per focalizzarsi, mercoledì, sul rapporto “Filiere del Futuro. Geografia produttiva delle rinnovabili in Italia”, promosso e realizzato da Fondazione Symbola e Italian Exhibition Group in collaborazione con le principali associazioni di categoria del comparto presenti a KEY. In Italia, stando ai numeri illustrati, nel complesso delle energie rinnovabili si contano 37.655 imprese, con una dimensione media di 9,5 addetti, contro le 33.257 dell’anno precedente. Evidente l’aumento del 13,2%: il 74,4% di esse esplicitano attività sul fotovoltaico, seguite da un 37,1% per l’eolico, 23,2% sulle bioenergie (ovvero biomasse e biogas), 17,6% sull’idroelettrico, 13,0% nel geotermoelettrico e 8,1% nel solare termico, con una distribuzione piuttosto stabile tra gli anni. Come evidenziato anche nel rapporto realizzato da Fondazione Symbola e Italian Exhibition Group, il mercato globale delle rinnovabili è in piena esplosione. Hanno vinto la battaglia del prezzo e sono in quasi tutte le regioni del mondo la fonte energetica più a buon mercato, più facilmente installabile e non richiedono know how particolari a livello imprenditoriale per avviare un impianto.
«Puntare sulle rinnovabili e sull’efficienza fa crescere l’Italia, la rende più libera, dà forza alla nostra economia e aumenta i posti di lavoro – dichiara Ermete Realacci, presidente della Fondazione Symbola – Il nostro Paese dà il meglio di sé quando incrocia i suoi cromosomi antichi, la sua identità con un modo tutto italiano di fare economia: che tiene insieme innovazione e tradizione, coesione sociale, nuove tecnologie e bellezza, capacità di parlare al mondo senza perdere legami con territori e comunità, flessibilità produttiva e competitività».
«Nei prossimi anni, le tecnologie per la produzione di energia eolica e solare sono destinate a costituire l’ossatura della decarbonizzazione e rappresenteranno il 95% della crescita mondiale delle rinnovabili. Un elemento fondamentale di questo cambiamento rivoluzionario della è la tecnologia degli accumuli, la quale è strettamente connessa al concetto di non programmabilità delle fonti rinnovabili». Lo ha messo in evidenza mercoledì scorso, Letizia Magaldi, vicepresidente esecutivo di Magaldi Green Energy, la start-up focalizzata sullo sviluppo e la commercializzazione di tecnologie innovative per la generazione e lo stoccaggio di energia rinnovabile.

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