Japigia cambia faccia. E il nuovo volto al quartiere lo disegnano giovani professionisti, trasformando le zone degradate in vere e proprie “oasi naturalistiche”. Merito del bando “Verde Pirp Japigia”, che ha celebrato i suoi vincitori: tre progetti – al primo classificato seimila euro e l’orgoglio di vedere la propria idea trasformata in cantiere – e un intero quartiere che torna a respirare.
Il progetto vincitore – Un progetto guidato da due principi: sostenibilità ambientale e partecipazione. Sono i concetti ribaditi anche durante la cerimonia di premiazione all’ex Palazzo delle poste di Bari, che fino al 12 luglio ospiterà la mostra con i migliori lavori. Primo fra tutti, il progetto vincitore (che approfondiremo e analizzeremo in un articolo ad hoc nei prossimi giorni) – ideato dagli architetti Marilena Lucivero e Michele Guarino e dai due paesaggisti Giuseppe Tricarico ed Enrica Farinelli – che propone la conversione dell’area degradata tra via Troisi e via Suglia.
Lo fa rispettando al meglio il bando, che prevedeva la realizzazione di aree attrezzate a verde pubblico, di un parco urbano, dotato di servizi per i cittadini e di un campo di calcio. Il progetto firmato da MM!Studio e Studio Paz va oltre e offre una struttura che imita la morfologia vegetale: il boulevard pedonale è un tronco in cui scorrono i percorsi ciclopedonali (la linfa vitale dell’area). Da qui nascono foglie per la localizzazione di attività e rami per l’attraversamento più lento. «La cosa bella è che queste idee saranno cantierizzate – sottolinea l’assessore comunale all’Urbanistica, Elio Sannicandro – ed è già tutto finanziato: nulla resterà sulla carta, ma sarà una nuova pagina che rientra nel Programma integrato di riqualificazione delle periferie di Japigia».
Tutti progetti semplici e soprattutto facilmente concretizzabili. «Non abbiamo rincorso la bellezza fine a se stessa – ribadisce il critico d’architettura, Nicola Signorile – ma abbiamo individuato i punti focali dei progetti». Tutti talmente apprezzati che Annamaria Curcuruto, direttore della Ripartizione Urbanistica ed edilizia privata del Comune di Bari si è lasciata andare: «Anche gli altri due progetti premiati potrebbero servire nelle prossime opere di riqualificazione che andremo a realizzare: le idee ci sono, basta solo metterle in atto».
Progetti “flessibili” – E del resto i progetti possono anche facilmente adattarsi. «Per Japigia – spiegano i secondi classificati, i professionisti della Design – abbiamo disegnato un parco accessibile a bambini, adolescenti, disabili e cani. Abbiamo conciliato l’architettura con la flessibilità d’uso dello spazio, l’esperienza di paesaggio, il progetto della luce, bassi costi di realizzazione e autosufficienza idrica ed energetica. Ogni spazio pubblico lo vorremmo così». Ha addirittura ripensato una “Nuova geografia energetica per Bari” il progetto terzo classificato, firmato dalla Bonelli. «L’idea – spiegano – è di mettere in forma una strategia di gestione delle risorse fondata sul concetto di rete e di continuo passaggio di scala dall’abitato al quartiere, al territorio e viceversa».
Promuovere l’occupazione – Non solo riqualificazione, ma anche impatto occupazionale. È il punto principale evidenziato dal presidente dell’Ance Bari e Bat. «Il Piano di riqualificazione PIRP Japigia – conclude Domenico De Bartolomeo – rappresenta per Bari un’occasione per promuovere nuova occupazione, migliorare la sicurezza nei cantieri, avviare uno sviluppo urbano più equilibrato e sostenibile, rigenerare un’importante area cittadina». Perché il nuovo volto di Japigia prende forma. E i demiurghi che lo plasmano sono molto qualificati.


