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Jacques Perrin: dai documentari al Bif&st

Jacques Perrin, classe 1941, è un nome fin troppo celebre nel panorama cinematografico internazionale, e presentarlo da questo punto di vista sarebbe quasi ridondante: basti solo ricordare che lui è il volto adulto di Salvatore in Nuovo Cinema Paradiso. Oltre a essere un attore d’eccezione è però anche un documentarista di notevole talento, consacrato lo scorso 5 giugno con il premio alla carriera “Movies save the planet” durante il corso del Festival Cinemambiente.

Durante il Festival è stato presentata la sua ultima fatica, Les Saisons, diretto insieme a Jacques Cluzaud, che mostra un immaginifico viaggio nel tempo a partire dall’ultima era glaciale, ripercorrendo così la storia dei territori europei alla luce dell’evoluzione del rapporto tra uomini e animali. Le riprese del documentario, che dura 95 minuti, sono durate 4 anni.

perrin-2Perrin è stato tra gli ospiti dell’ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, e in questa occasione è stata annunciata, nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 5 settembre, la sua presenza a Bari per il prossimo Bif&st, durante il quale l’attore riceverà il Fellini Award, in occasione di un grande tributo a lui dedicato. In questa occasione saranno presentati alcuni film da lui diretti e/o prodotti, in cui il ruolo di protagonista è ricoperto dall’ambiente. In particolare, saranno proiettati Le peuple singe (1989); Microcosmos: le peuple de l’herbe (1996); Le peuple migrateur (2001); Océans (2011); Les Saisons (2016) e L’empire di milieu du Sud (2010).

Si tratta di documentari di enorme successo, che saranno seguiti – al termine di ciascuna proiezione –  da un incontro con scienziati e divulgatori scientifici.

Perrin ha dichiarato il suo profondo interesse per la kermesse barese, che ormai da anni si è confermata un evento di rilevanza internazionale: «Parteciperò al Bif&st, il prossimo aprile, con grande curiosità. Non posso che essere felice che ci sia una sezione dedicata al cinema e alla scienza con alcuni dei film solo prodotti e, a volte, diretti da me. Filmare la natura è un’impresa complicata e appassionante – più difficile, spesso, che fare un film con gli attori. Raccontare la natura significa raccontare anche noi stessi, preoccuparsi di quello che rischiamo di distruggere per sempre. Per fare i film che vedrete a Bari è stato necessario lavorare con tempi molto lunghi e trovare soluzioni tecniche e attrezzature nuove. Per volare, insieme agli uccelli, nel film Il popolo migratore».

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