Input your search keywords and press Enter.

IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità

Un momento del convegno

L’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari (IAMB) ospita quest’anno il IX Convegno Nazionale sulla Biodiversità. Tra gli organizzatori del simposio,  il Centro Interuniversitari per il Germoplasma Mediterraneo, l’Istituto Agronomico Mediterraneo, l’Università degli Studi di Bari con il professor Girolamo Russo, Presidente del Comitato Organizzativo UNIBA e Cosimo Lacirignola, Direttore dello IAMB.

L’evento, che si chiude venerdì 7, articolato in tre giornate e tre sessioni e sub-sessioni, vede a confronto scienziati, referenti istituzionali e politici nel dibattito su tutela e valorizzazione della biodiversità, quale valida risorsa economica per lo sviluppo sostenibile dei territori. Questi i principali profili di discussione: agrobiodiversità delle risorse genetiche (che valorizza il territorio  tramite la caratterizzazione del germoplasma1 di alberi da frutto autoctoni o piante erbacee); relazione tra biodiversità, alimenti e salute, con attenzione alla Dieta Mediterranea come dieta sostenibile; biodiversità del territorio, paesaggio e servizi eco-sistemici (ad es. quello marino). Il professor Russo, nel sottolineare l’importanza della tematica, afferma che “il recupero e la salvaguardia della biodiversità facilitano la sostenibilità dell’ecosistema”.

Muovendo dalla Strategia Nazionale sulla Biodiversità del ministero dell’Ambiente e grazie all’implementazione del Trattato FAO sulle PGRFA (risorse genetiche delle piante per l’alimentazione e agricoltura), il mondo scientifico vuole sottolineare la valenza economica della biodiversità. Essa, infatti, risulta difficile da monetizzare e questa difficoltà, purtroppo, ne determina la perdita progressiva, in quanto la rende poco spendibile sul mercato. Ciò si registra specialmente in agricoltura, settore in cui, spesso, si prediligono tecniche incompatibili con la sostenibilità e con la salvaguardia delle specie viventi, in nome delle regole di profitto.

Un esempio di biodiversità: varietà di zucche

Il professor Russo sul punto osserva che “dalla metà del secolo scorso, grazie a nuove tecnologie, oggi anche nanotecnologie, il settore agroalimentare-ambientale ha subito molte trasformazioni. Tra le conseguenze di tali cambiamenti c’è anche l’abbandono dei sistemi produttivi ecocompatibili, con la conseguenza che un gran numero di specie con potenzialità sconosciute si è estinto o ha subito gravi impoverimenti dei pool genici”. La biodiversità, invece, va recuperata perché forma un binomio inscindibile con la sostenibilità per la salvaguardia dell’ambiente; binomio che le tecniche agricole dovrebbero sfruttare per elevare la qualità dei prodotti, tramite un mezzo sostenibile ed economicamente apprezzabile.

Quanto detto finora è solo una parte del problema. La ricerca, al fine di preservare la biodiversità, punta su strumenti biotecnologici altamente all’avanguardia: ad esempio, in ambito di agrobiodiversità, studia e caratterizza il germoplasma di alcune specie vegetali o animali autoctone, spesso a rischio estinzione, preservandone il patrimonio genetico, favorendone l’impiego in agricoltura e arricchendo, così, anche le nostre scelte alimentari. Tutto ciò assicura una maggiore tutela del territorio, del paesaggio autoctono e dei suoi habitat floristici, faunistici e marini, evitando che le nostre bellezze naturali soccombano col passare del tempo. Inoltre la biodiversità gioca un ruolo chiave in tema di alimentazione sostenibile, portando in primo piano la Dieta Mediterranea (patrimonio immateriale dell’Unesco), come promotrice  di un consumo del cibo ecosostenibile, ecocompatibile, di qualità, di alto valore ed equilibrio nutrizionale e assolutamente sano per l’uomo.

PHOTPGALLERY

[nggallery id=168]

Print Friendly, PDF & Email

One Comment

  • Paolo Manzelli ha detto:

    “Our mental models based on the mechanical reductivism determine not only how we make sense of the world, but how we take action for improving a sustainable future based on Living Economy .” Today mental models need a deep change in perception, from the passive adaptation to an active co-evolution between man growth and biodiversity of environment.
    L’aumento del numero di habitat porta ad un aumento della diversità delle specie in un paesaggio. Darwin. La competitivita sistematicamente degenera nella diminuzione continua della bio-diversita delle specie nell’ambiente globale , mentre naturalmente la biodiversita in natura cresce come gia’ pose in evidenza Darwin. Pertanto il fatto che la diversità biologica stia diminuendo in tutto il mondo su larga scala è causata da un sistema concorrenziale economico fondato sulla competitivita tra una sola specie ,quella dell’ uomo, che alla fine stupidamente rischia la propria estinzione La degenerazione della biodiversita’ è una reale disgrazia per la sopravvivenza dell’ umanita perche comporta la depauperazione della qualita del cibo e la degradazione della fertilita dell’ humus della terra e la deteriorizzazione sistematica di ogni possibilita di resilienza del bilancio ecologico delle risorse naturali. La bio-diversita è necessaria alla sopravvivenza della vita del pianeta in quanto la terra costituisce un unico e complesso equilibrio evolutivo del sistema vivente. Una nuova cultura della collaborazione propria della futura societa’ della conoscenza condivisa dovra mettere in evidenza prioritaria il fatto che l’ uomo non potra vivere se non apra regolare ed far evolvere la proprie interdipendenza co-evolutiva con il sistema naturale della Terra Paolo Manzelli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *