“Itinerari Paralleli” in Tunisia…

Dopo l’esperienza di osservatore internazionale alle recenti  elezioni in Tunisia, Sergio Galasso* mette a frutto la sua esperienza nel campo della cooperazione internazionale e crea con Fabio Merone e Laura Salomoni Itinerari paralleli . Primo “incontro ravvicinato” con il Paese, un viaggio che fa scoprire bellezze naturali e realtà sociali inimmaginabili. Ecco il suo racconto.

«Tra la fine di Febbraio e l’inizio di Marzo abbiamo percorso oltre duemila km attraverso la Tunisia, con la voglia d’incontrare persone e luoghi che ci permettessero di conoscere sempre meglio il paese che ci guarda dalla sponda sud del Mediterraneo e che sta vivendo da poco più di un anno una dinamica di cambiamento socio-politico che non ha eguali dagli anni dell’indipendenza. Oltre al gruppo di Itinerari Paralleli formato da Fabio Merone, Laura Salomoni ed il sottoscritto, hanno viaggiato due giornalisti free-lance, Marco Miggiano e Vincenzo Mattei. La loro sensibilità, la voglia di scoprire il paese attraverso il nostro approccio e la capacità di testimoniare il tutto con il loro lavoro, hanno dato un valore aggiunto a quei giorni .

Parco Nazionale di Bou Hedma

Città e foreste, politica e ambiente – In poco più di una settimana abbiamo guidato da nord a sud e toccato i due confini ad est e ovest, quello algerino e quello libico. Abbiamo attraversato il vasto altopiano che pochi chilometri a sud di Tunisi si apre verso la dorsale montuosa del Djbel Nefusa. Facendo tappa a Sidi Bouzid, la città simbolo della primavera araba, ci siamo poi diretti a Regueb: lì, dove subito dopo la caduta del presidente Benali è stata sperimentata la democrazia diretta con un governo popolare, si ha la sensazione di trovarsi in un enorme laboratorio sociale che non ha eguali nel paese.

A pochi chilometri da Regueb, la scoperta del parco nazionale di Bou Hedma, una foresta di acacie di oltre 16.000 ettari che rappresenta un esempio vincente di lotta alla desertificazione ed ha permesso il ripopolamento di specie autoctone come l’addax, l’orice e la gazzella. Un tesoro naturalistico sconosciuto ai più, ma di grande valore ambientale.

Dalle distese di Acacie di Bou Hedma al bacino dei fosfati verso la capitale della regione, Gafsa, lo scenario muta radicalmente. La roccia viva con sfumature che vanno dal giallo ad un bianco intenso e accecante nella luce del giorno, ci ricordano che questo territorio rappresenta ancora oggi la base estrattiva e produttiva più importante di tutto il paese. Le dinamiche sociali nate intorno alle lotte sindacali e alle condizioni di salute della popolazione, sono il segno che l’attività estrattiva qui è più che un semplice indotto economico, ma rappresenta l’essenza stessa del vivere per migliaia di minatori, operai e le loro famiglie.

Alle porte del Sahara– Lasciata alle spalle Gafsa ed il confine algerino ci muoviamo verso

Il villaggio berbero di Douiret

est, nella regione berbera del governatorato di Tataouine. Costeggiamo le oasi nella zona di Tozeur che ci ricordano che siamo alle porte del Sahara e tagliamo il paese. Attraversiamo il Chott el-Jerid, un lago salato di 5 mila km quadrati solcato da un unica strada a due corsie che ti dà la sensazione di guidare nell’infinito di un paesaggio senza orizzonte. Entriamo nel cuore della dorsale montuosa che va dall’Algeria alla Libia, il cui punto più alto, lo Jbel Biada (1160 m.), nasconde il piccolo villaggio berbero di Sened Jbel. Un luogo millenario che conserva ancora le antiche costruzioni troglodite scavate nella roccia in una zona dai mille percorsi storico-ambinetali che Itinerari Paralleli sta cercando di valorizzare con viaggi e campi lavoro. Il potenziale della regione berbera della Tunisia lo scopriamo però nell’insediamento ormai quasi completamente abbandonato di Douiret, gioiello incontaminato a pochi chilometri da Tataouine. Dove il tentativo di ripristino delle antiche abitazioni arroccate sulle colline trovano ancora ostacolo nell’isolamento sociale ed economico che vive la regione. Douiret merita il riconoscimento di patrimonio dell’UNESCO e anche per questo manterremo alta l’attenzione su una delle perle della Tunisia.

In Libia tra i rifugiati – Il nostro viaggio ha la pretesa di toccare realtà molto diverse tra loro. Vogliamo ricostruire la geografia del paese e la sua narrazione sociale attraverso incontri ed esperienze ambientali, ma anche sociali e politiche. Per questo una delle ultime tappe del nostro viaggio è al confine con la Libia, nel campo rifugiati di Chucha. Qui a distanza di un anno dall’inizio del conflitto libico, 2.500 persone attendono di conoscere il loro destino di rifugiati o richiedenti asilo. Su questa esperienza e le storie umane che abbiamo solo sfiorato, posso dare semplicemente un accenno; rimando quindi al lettore la responsabilità di informarsi per non lasciar scivolare via uno spaccato di umanità che lotta nel silenzio e nell’ombra della storia.

Incontro con AJMEC a Kalaa Kebira

Per un turismo diverso – Risalendo verso Tunisi, dove concludiamo il nostro viaggio, facciamo tappa a Kalaa Kebira, ad una manciata di chilometri da Sousa, una delle capitali del turismo di massa tunisino. Questa sosta non ha il fascino paesaggistico e l’interesse politico che ha contraddistinto il nostro percorso, ma trova le sue ragione nella voglia di conoscere un associazione, l’AJMEC (L’Association des Jeunes Méditerranéens pour les Echanges Culturels), dove un gruppo di volontari svolge attività ludico-educative con i ragazzi dei quartieri difficili e disagiati della città. È questo lo spirito associativo e di attivismo politico (nella sua accezione più nobile) da cui cerchiamo stimoli: lavorare con persone che vogliono vivere nei processi sociali e non solo subirli, cercando di sperimentare nuove forme per valorizzare il patrimonio umano ambientale e sociale di un paese che merita attenzione e rispetto per il cambiamento che ha saputo conquistare nell’ultimo anno ed il potenziale storico-ambientale di cui si conosce ancora troppo poco.

Questa sono solo alcune delle suggestioni che cerchiamo di sperimentare nei nostri viaggi; per noi di  Itinerari Paralleli, scoprire la Tunisia significa dimenticare i confini tra turismo, cittadinanza attiva e cooperazione. »

*Sergio Galasso, classe ’83, napoletano di nascita e casertano di adozione, laureato in relazioni internazionali e diplomatiche all’Orientale di Napoli, si è sempre interessato attivamente all’associazionismo; ha collaborato tra gli altri con Amnesty International, la LIPU e l’ONU nel centro di ricerche sui processi d’integrazione regionale UNUCRIS . Dopo l’esperienza di osservatore internazionale alle prime elezioni libere in Tunisia, fonda con Fabio Merone e Laura Salomoni “Itinerari Paralleli”, un’associazione di promozione sociale che si pone l’obiettivo di lavorare nel Mediterraneo su tre temi principali: Politica per il territorio, turismo “sociale” e cooperazione Internazionale. L’esperienza parte dalla Tunisia dove l’associazione cerca di stimolare la conoscenza e l’economia in maniera sostenibile attraverso l’incontro tra realtà tunisine ed italiane. Allo stesso tempo “Itinerari paralleli” è in contatto con i partiti, i sindacati e tutte quelle realtà associative già consolidate, ma che ancora non hanno avuto la possibilità di confrontarsi e farsi conoscere nello scenario mediterraneo.

Per contatti: Profilo Facebook  e-mail: info@itinerariparalleli.org

s.galasso@itinerariparalleli.org  cell.: +39 3334048421

l.salomoni@itinerariparallei.org

f.merone@itinerariparalleli.org

PHOTOGALLERY foto di Sergio Galasso e Laura Salomoni

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