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Italiani popolo di… urban farmers

Sono quasi 5milioni gli italiani che si dedicano alla coltivazione dell'orticello casalingo

Tra le tante tendenze che di periodo in periodo sbocciano nella vita di tutti i giorni ce n’è una che sta lentamente prendendo piede anche in Italia: l’urban farming, che tradotto si può più simpaticamente definire “l’orto fai da te”. Sarebbe sbagliato pensare che l’urban farming nasca oggi, perché si farebbe un torto a chi porta avanti questa attività da anni, ma è altresì vero sottolineare la parabola ascendente di quello che ormai non è più soltanto un hobby, appannaggio di pochissimi, ma un’occupazione da portare avanti con serietà e conoscenza, quasi un secondo impiego da accostare al lavoro se si vuole ricavarne – scusate il gioco di parole – i frutti.

Basilico, menta o altre erbe aromatiche stanno sostituendo il geranio sul balcone di casa

Alla scoperta degli “orti di città” – Sono quasi 5milioni gli italiani che – infatti – “riempiono” il loro tempo libero dedicandosi a questa sana ed operosa attività: proprio così, un’attività, perché è riduttivo definirlo soltanto “un passatempo del fine settimana” per l’attenzione che richiede; e se è diventata una cosa ormai usuale avere sul proprio balcone una piantina di basilico, menta o altre erbe aromatiche, si può rimanere piacevolmente sorpresi nell’apprendere che i gerani stanno lentamente cedendo il posto a piante di limoni, peperoncini, insalata e pomodori ciliegini, fino alle piante da frutta, i piselli, le melanzane e le zucchine.

Non solo balconi. I più appassionati – e ad onor del vero aggiungiamo chi ha anche maggiori possibilità economiche e di spazio – riescono ad allestire i terrazzini del proprio palazzo creando dei piccoli orti in tutto e per tutto, con prodotti genuini e di sicura provenienza (e non potrebbe essere altrimenti), senza ovviamente far ricorso a pesticidi e fertilizzanti, altrimenti si fa solo un danno all’ambiente.

L'aumento di orti fai da te sta facendo registrare un deciso recupero di zone verdi cittadine abbandonate

Meno crisi, più verde – Non c’è da nascondersi, però che, se nell’ultimo anno c’è stato un incremento del 9 % di “urban farmers” – dati della Confederazione italiana agricoltori (Cia) alla mano –, il merito, suo malgrado, è anche della crisi. Le difficoltà finanziarie in cui il Paese versa da qualche tempo hanno portato sempre più italiani a rendersi il conto che l’orto fatto in casa” è anche un’occasione di risparmio: almeno il 10 % della spesa media mensile per frutta e ortaggi, sempre stando alle statistiche della Cia. Per altro verso, va inoltre sottolineato che la decisa rotta verso le coltivazioni casalinghe sta contemporaneamente ampliando le zone verdi cittadine, registrando un rapido incremento della loro estensione e attirando sempre più l’attenzione delle amministrazioni locali: i piccoli orticelli di città potrebbero portare al più lungimirante concetto di city farming, col duplice vantaggio di «dare sostegno alle famiglie e sottrarre all’incuria e al degrado terreni per lo più lasciati incolti e abbandonati».

 

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