Italiani a tavola: cos’è cambiato dopo il lockdown

Durante il lockdown, gli italiani hanno riscoperto la passione per la cucina e imparato a gestire meglio la spesa domestica, ma anche ad apprezzare il valore intrinseco dei pasti giornalieri.

Il coronavirus ha obbligato gli italiani a dover modificare celermente le proprie abitudini.  Volente o nolente, l’italiano medio ha riscoperto la passione per la cucina. I social network sono stati inondati di foto di pasta, pane e pizza fatti in casa e di link ad articoli di ricette. Nei supermercati trovare farina, lievito e uova era diventata un’impresa omerica. Insomma, il cibo è sacro e neanche un’emergenza globale ha scalfito questa certezza. Le restrizioni alla libertà individuale hanno avuto delle conseguenze che l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo ha cercato di indagare con la ricerca Effetto lockdown. Come sono dunque cambiate le abitudini alimentari degli italiani a tavola durate il lockdown?

Cucina mon amour

La gastronomia è sempre stata un aspetto centrale della vita dell’italiano. La cucina tricolore è la più rinomata e variegata al mondo. A tavola gli italiani discutono, sperimentano o celebrano la tradizione. Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una vera esplosione mediatica degli chef. Decine di programmi televisivi ne hanno acclamato vizi e virtù.  Sempre più gente si iscrive a corsi di cucina e molti giovani scelgono di intraprendere la via professionale per diventare cuoco, pasticcere o panettiere. Prima dell’inizio della  quarantena e della successiva fase di lockdown la pratica gastronomica tra gli abitanti del Belpaese era però diminuita, sia perché sempre più persone consumano il pranzo fuori casa, sia per la mancata trasmissione del sapere gastronomico tra le generazioni. Si preferisce sempre più l’aperitivo o il cibo d’asporto se non addirittura il precotto o i surgelati ad un sano pasto realizzato con le proprie mani. La pandemia ha “costretto” gli italiani a riscoprire il loro amore per la cucina. C’è stata una riscoperta dei piccoli negozi di vicinato e della spesa una volta a settimana, a discapito di quella giornaliera o bi-tri settimanale.  Anche la ricerca online di ricette su blog e siti di gastronomia ha registrato un notevole incremento.  L’abbondanza di tempo libero e la chiusura di bar e ristoranti ha fatto sì che aumentasse anche il tempo da dedicare alla preparazione delle pietanze. Non più una cucina mordi e fuggi, dunque. Il lockdown ha sicuramente fatto riscoprire agli italiani la passione per il cibo in quanto elemento culturale e conviviale.

La riscoperta del focolare domestico

La cucina intesa come luogo di preparazione delle pietanze durante il lockdown ha sicuramente recuperato la sua antica centralità. Se un tempo la famiglia si riuniva attorno al focolare per condividere non solo i pasti ma anche per socializzare, all’alba della pandemia è invece uno spazio sì necessario, ma periferico nell’economia degli affetti domestici, dove al massimo trascorrere meno di un’ora al giorno per preparare i pasti principali, per lo più da soli. Di fronte al confinamento domestico però gli italiani hanno ricalibrato il loro tempo e ridisegnato il modo di vivere gli spazi domestici: la cucina acquista nuovamente centralità. Divine spazio di socializzazione, luogo di incontro con gli altri membri della famiglia. Probabilmente, l’esperienza gastronomica maturata durante il lockdown ha creato le basi per un nuovo modo di vedere, immaginare e vivere la cucina che torna ad essere un luogo di tradizione familiare e nazionale.

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L’uso della rete in chiave gastronomica

Internet e i social media sono stati i veri protagonisti del lockdown. Le famiglie italiane, durante la quarantena, hanno imparato ad usare le risorse messe a disposizione dalla Rete per migliorare la propria acculturazione gastronomica. Internet non è solo uno strumento per cercare informazioni: è un canale di costruzione della conoscenza e consapevolezza gastronomica. Durante la pandemia, su Facebook la gente ha condiviso con orgoglio la propria teglia di pizza fatta in casa; per non parlare di dolci e leccornie di ogni tipo. La disponibilità immediata di ricette, video e tutorial professionali o amatoriali, l’opportunità di commentare un post e dire la propria sulle qualità di un ingrediente piuttosto che un altro hanno allargato i rigidi orizzonti della cucina tradizionale.  Durante la quarantena l’approccio alla cucina è stato ludico più che necessario. Di fronte alla facilità di accesso ai contenuti che solo il web ha saputo dare, gli italiani hanno superato quel timore che normalmente attanaglia chi sta per affrontare una nuova ricetta.

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