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Italia leader nel riciclo dell’alluminio

L’Italia nel 2010 è ancora sul tetto del mondo!

Chi ha pensato ad un impietoso riferimento ai Mondiali di calcio in Sudafrica, che ha visto gli Azzurri mestamente abbandonare la competizione nel girone, si sbaglia. C’è un altro ambito, forse non meno importante, in cui l’Italia ha primeggiato lo scorso anno: quello del riciclaggio dell’alluminio.

Un cestino per la raccolta dell'alluminio

Attenendoci ai dati forniti dal CiAlConsorzio Nazionale per il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Alluminio – emerge che il Bel Paese è leader nel settore, arrivando a riciclare il 72 % degli imballaggi in alluminio immessi nel mercato che, a livello quantitativo, corrispondono a circa 46.500 tonnellate; è stata così largamente superata la quota minima fissata dalla normativa (50 %).

Tali numeri assumono un valore ancor più importante se si pensa che rispetto all’annata precedente, l’aumento è stato addirittura di 49 punti percentuali, sintomo di un’azione collettiva che ha visto coinvolte, da una parte, le istituzioni e le imprese (ben 211 sono consorziate, con un fatturato annuo di 12 miliardi di euro), realizzando piani operativi validi ed efficienti; dall’altra, è stata ingente la partecipazione dei cittadini: circa 47 milioni distribuiti negli oltre 5.800 Comuni che contribuiscono alla raccolta differenziata dell’alluminio.

Va, inoltre, apprezzato che il gap tra Settentrione e Meridione sta via via attenuandosi; merito delle regioni del Sud Italia che hanno incrementato i loro sforzi politici ed economici in questa direzione – si registra un + 20 % grazie soprattutto alle regioni Puglia, Campania, Calabria e Abruzzo – e, al tempo stesso, demerito delle aree centro-settentrionali, che hanno evidenziato un leggero calo.

La Ricicletta. Il telaio di questa bicicletta è di alluminio riciclato

È necessario, tuttavia, dare un senso ed un’interpretazione a queste cifre, affinché non si abbia un raffronto esclusivamente quantitativo, ma anche qualitativo: “far crescere la raccolta” diventa sinonimo di “diminuire le emissioni di CO2” e, infatti, i benefici ambientali ed energetici della quota di imballaggi riciclati, misurabili attraverso la riduzione del ricorso a materiale da escavazione, al reimpiego nei processi produttivi e al mancato smaltimento di discarica hanno garantito una riduzione di emissioni serra pari a 371mila tonnellate di CO2 e un risparmio di energia per oltre 160mila tonnellate equivalenti petrolio.

Di fronte ad una situazione, quella italiana, carente e precaria sotto molteplici punti di vista, come ci ricordano quotidianamente i frequenti fatti di attualità, è un sollievo – o, forse, solo una piccola consolazione – poter vedere riconosciuti, perlomeno, i meriti di un’azione ben svolta. Specie se attenenti all’ambito del riciclaggio e del rispetto ambientale.

L’augurio è che si possano ottenere risultati soddisfacenti e meritevoli di segnalazione, come questo, anche in altri contesti, confermando il buon operato delle imprese e delle istituzioni del nostro Paese.

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