Italia e Francia unite nel nome di San Michele

Il culto si san Michele in Francia è testimoniato dal IX secolo ed è il risultato di un'operazione di recupero di reliquie dal Gargano, già terra di conquista da parte dei Normanni

C’è una relazione tra Mont Saint Michel, in Normandia (Francia), e la Grotta di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo in Puglia (Italia) sul promontorio del Gargano? Secondo Lucien Musset, sì. Il legame tra i due luoghi dell’Europa è ricollegabile al culto dei santi in età ducale per tramite dei Normanni in epoca merovingia e carovingia. La  Normandia, in quel periodo, contava numerosi personaggi ritenuti degni del titolo di santo, avendone perduto la maggior parte delle loro reliquie tra la fine dell’IX e l’inizio del X secolo, a seguito degli spostamenti effettuati dai chierici verso l’entroterra, spaventati dalle incursioni vichinghe, trasportandole dalle Fiandre all’Alvernia, passando per il Bassin parigino e la Borgogna. Per tale motivo, la Chiesa Normanna, trovandosi totalmente sprovvista di reliquie, decise di recuperarne alcune organizzando alcune “invenzioni(cioè ritrovamenti) di reliquie dimenticate o trascurate, riuscendo ad ottenere frammenti dispersi di corpi di santi, rivolgendosi  anche a devozioni per le quali non era necessaria l’esistenza dei resti corporei, come nel caso dell’Arcangelo Michele.

Un santo tutto speciale – Quest’ultimo caso presentava inoltre il vantaggio di affiancare al profitto spirituale dei devoti, il desiderio diffuso di avventura, espressione di radicata instabilità che caratterizzava parte della società occidentale dell’XI secolo, nonostante la lentezza estrema e la difficoltà degli spostamenti su itinerari che avrebbero spaventato molti moderni. Per cui, le origini dell’espansione normanna nel mondo mediterraneo vanno inserite in tale contesto e, senza queste considerazioni preliminari, potrebbe sembrare paradossale il legame tra i due luoghi solo per tramite di una conquista profana dell’Italia meridionale da parte dei Normanni senza considerare i motivi spirituali dei pellegrini, dei fedeli, dei soldati e dei loro Imperatori.

Il primo pellegrinaggio attestato dalla Francia al Santuario di San Michele sul Gargano risale all'860

La grotta santa – Questo argomento introduce direttamente alla relazione tra i due  luoghi in quanto, senza alcun dubbio, è su queste pratiche devozionali che si fondarono le prime relazioni tra la Normandia e la Puglia e, come tutti i cristiani occidentali, i pellegrini normanni erano innanzitutto affascinati da Roma sin dall’VIII secolo e dalle regioni meridionali dell’Italia in quanto luogo obbligato di transito per la Terra Santa e li attirava inoltre la devozione di prim’ordine che si praticava in Puglia sul Gargano nei confronti dell’Arcangelo Michele: infatti, nella Grotta del Promontorio del Gargano e contemporaneamente sull’isolotto roccioso di Mont Saint Michel, si ebbero da allora due santuari dedicati parallelamente allo stesso culto in quanto i pellegrini cercavano di “accumulare meriti” visitando di seguito i due luoghi.

Il primo caso storico conosciuto è quello di un monaco francese de Francia, Bernardo, il quale intorno all’860 si recò sul Gargano insieme ad un monaco di Benevento e ad uno spagnolo. Dopo una lunga interruzione di tali pellegrinaggi dovuta al periodo Vichingo, il legame tra i due luoghi fu riallacciato nel 1010 per tramite di un pellegrino italiano, di cui non si conosce il nome, e due monaci francesi di Mont Saint Michel, Vitale e Bernardo i quali si recarono in pellegrinaggio sul Gargano e, a seguito di ciò, la tradizione perdurò per tutto il secolo XI tramandandosi sino ai nostri giorni.

Bibliografia Essenziale:

Mario D’Onofrio, Lucien Musset ed altri Autori, I Normanni Popolo d’Europa, 1030/1200, Marsilio Editori, Venezia, 1994.

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