Istruzione e formazione, nascono in Puglia tre nuovi ITS

foto archivio pixabay

L’assessore Leo: approvati i criteri di selezione per i tre nuovi ITS: salute, servizi alle imprese, energia

Stanno per nascere in Puglia tre nuovi ITS. La giunta regionale ha approvato la delibera che definisce i criteri di selezione per la costituzione di tre nuove fondazioni ITS negli ambiti della Salute e del Benessere, dei servizi alle imprese e della tutela e della promozione del made in Puglia, della efficienza e sostenibilità energetica.

L’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo

«Abbiamo il dovere – spiega l’assessore all’istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia Sebastiano Leo – di continuare a mantenere alti gli standard dei nostri ITS che registrano performance straordinarie, con tassi di occupazione, in periodo pre-covid, pari all’80% dei diplomati ITS entro un anno dal conseguimento del titolo. Risultati talmente importanti da portare i nostri ITS ai primi posti delle classifiche nazionali, fino a definire la Puglia “un modello in materia di ITS”, celebrati anche dalla visita a Bari del Presidente del Consiglio Mario Draghi lo scorso ottobre. Come Regione Puglia abbiamo sostenuto attivamente l’offerta formativa degli ITS, impegnando oltre 40 milioni di euro negli ultimi 5 anni. La definizione dei criteri della prossima Manifestazione di Interesse come la coerenza, il know-how, le risorse, il contesto territoriale, le partnership e altri, ci consentiranno una selezione adeguata al mantenimento di questa eccellenza formativa pugliese».

I tre nuovi ITS nei settori della Salute, dell’Energia e dei Servizi alle Imprese si aggiungono ai sette ITS già esistenti nei settori Agroalimentare, Turismo, ITC – Information and Communications Technology, Aerospazio, Meccatronica e Logistica e Settore Moda con programmi di studio con il 30% delle ore direttamente in azienda. «Come noto – racconta Leo – gli ITS sono scuole ad alta specializzazione tecnologica a cui possono accedere i diplomati e rappresentano la principale alternativa di formazione terziaria non universitaria. Gli ITS sono nati per rispondere alla domanda delle imprese di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche e sono lo strumento attraverso il quale formare figure professionali di alto livello, dotate di competenze spendibili, certificabili e riconoscibili nel sistema di qualificazione nazionale ed europeo, offrendo ai giovani l’opportunità di inserimento nel mercato del lavoro regionale».

I tre corsi

Il nuovo ITS Salute e Benessere, nell’ambito dell’area tecnologica delle Nuove Tecnologie per la Vita, intercetta un settore con circa 3.000 addetti diretti e nell’indotto, in costante crescita negli ultimi 5 anni. La Puglia è infatti la 6ª regione per export farmaceutico (4,4% del totale nazionale), che ha superato il miliardo di euro nel 2017. La domanda di tecnici specializzati è in continuo aumento. Il tema della salute più tradizionalmente inteso, in Puglia si interseca con quello della cura della persona e del benessere, dove le figure di tecnico superiore sono altamente richieste.

Il secondo ITS è relativo all’area Tecnologica della Efficienza Energetica. La Puglia è la prima regione di Italia per numero e potenza degli impianti a fonti rinnovabili nel solare e nell’eolico, quarta per le bioenergie (rapporto statistico su “Energia da fonti rinnovabili in Italia” del Gestore dei Servizi Elettrici (GSE)). Il settore, in continua crescita, richiede la continua formazione di figure altamente specializzate.

Il terzo ITS riguarda i servizi per le imprese curvato, in particolar modo, sul supporto all’export e alla internazionalizzazione, area tecnologica “Nuove Tecnologie per il Made in Italy”. Il valore delle esportazioni pugliesi è cresciuto notevolmente negli ultimi anni. Questa costante crescita fa registrare un aumento della domanda di tecnici specializzati nel supporto alla internazionalizzazione delle imprese.

L’assessore Leo fa sapere che se non ci saranno rallentamenti burocratici, amministrativi e selettivi, i nuovi corsi potrebbero partire già il prossimo anno accademico.

Articoli correlati