Isole di plastica nel mirino di Maria Cristina Finucci

5 milioni di tappi di plastica, un’installazione ideata dall’artista Maria Cristina Finucci, lanciano un HELP contro la formazione di isole di rifiuti di plastica

Isole di plastica stanno trasformando gli oceani in cloache dall’alto potere inquinante. Contro questo tema si è mobilitata l’artista Maria Cristina Finucci con Reggiani e la Fondazione Terzo Pilastro.
 
isole di plastica
Con l’installazione HELP, Maria Cristina Finucci e Reggiani dicono stop alle isole di plastica negli oceani. PH Artribune

Plastica colorata, esattamente si parla di 5 milioni di tappi, assemblati manualmente, formano lettere di 4 metri di altezza che nell’insieme “gridano” H, E, L, P. Una richiesta di aiuto che copre una superficie di 3.600 metri quadrati nell’area archeologica di Mozia. Si tratta dell’installazione a opera dell’artista Maria Cristina Finucci, che ha deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica contro un problema che degenera sempre di più: le isole di rifiuti di plastica che galleggiano pericolosamente negli oceani.

L’iniziativa contro le isole di plastica

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La nobile iniziativa vuole dare un forte contributo a una tematica urgente nell’ambito della sostenibiità ambientale. Proprio per la valenza ambientalistica, il progetto è promosso e realizzato dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo in collaborazione con la Fondazione Whitaker, nell’ambito del Wasteland – The Garbage Patch State diretto da Paola Pardini. Idea nata nel 2013 con il coinvolgimento di organismi internazionali, aziende, fondazioni, associazioni, università con l’obiettivo di dare un’immagine concreta e tangibile al fenomeno del Garbage Patch
 
L’installazione è stata illuminata da 80 Cells di Reggiani – comunità di esperti di illuminazione e punto di riferimento internazionale nel settore illuminotecnico – per dare un contributo a un tema da affrontare in modo sempre più urgente nell’ambito della sostenibilità ambientale. “I LED del nostro ultimo prodotto di punta, Cells, hanno trasformato l’installazione in quattro lettere fiammeggianti nel buio della notte che, complice il contesto del sito archeologico, appaiono come un messaggio di SOS lanciato al mondo”, afferma Matteo Reggiani, Corporate Strategic Officer di Reggiani.  “Siamo fieri di partecipare al progetto fornendo gli strumenti per mettere in luce una questione ambientale forse sottovalutata”,conclude.
 
Le installazioni dedicate a questa attualissima emergenza sono state realizzate in varie città del mondo: a Parigi nel padiglione centrale dell’Unesco (2013) e alla Conferenza Mondiale sul Clima (2015); a Venezia in occasione della Biennale Arte (2013 e 2014); a Madrid (2014); a Roma presso il Maxxi (2014); a New York all’interno della sede dell’Onu (2014); a Milano (Esposizione Universale 2015).
 
PH Grande by Artemagazine
 
Informazioni:
HELP, l’età della plastica
Un progetto di Maria Cristina Finucci
Isola di Mozia (Trapani)
25 settembre 2016 – 8 gennaio 2017
Promosso e realizzato dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo
in collaborazione con la Fondazione Whitaker
 
 

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