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Isochimica: lo spettro dell’amianto ad Avellino

«È un ambiente spettrale, testimone immobile e muto di una tragedia annunciata, di una roulette russa, durante la quale, a mano a mano, tutti i lavoratori sono destinati a cadere e nel quale la pistola fumante è costituita dalle fibre di amianto».  È quanto ha dichiarato l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nel corso della visita all’interno dei capannoni dell’ex Isochimica di Avellino. «Una fabbrica in cui l’amianto sopravvive ai suoi stessi operai, già tutti o deceduti o ammalati di patologie che comunque provocano la morte nell’arco di alcuni anni, nel silenzio tombale delle istituzioni e nella totale impunità dei responsabili». Sorprende che ancora oggi – ha detto ancora Bonanni, legale delle vittime e dei loro familiari -, la bonifica (vedi la photogallery) è ferma e fanno bella mostra di sé blocchi di amianto e bustoni di plastica, qualcuno anche bucato, con all’interno la polvere di amianto raccolta; senza contare l’amianto sotterrato a suo tempo (leggi l’articolo di Ambient&Ambienti), durante le operazioni di scoibentazione di carrozze ferroviarie.

Come già preannunciato da Ambient&Ambienti, un incontro è stato fissato al Ministero della Sanità, nei prossimi giorni, per chiedere al prof. Balduzzi che il sito dell’Isochimica sia immediatamente e completamente bonificato e che venga attribuito il giusto riconoscimento dell’entità delle lesioni agli ex operai, al fine delle prestazioni previdenziali ed assistenziali. Che si giunga, infine, alla giusta punizione dei responsabili «perché – ha proseguito Bonanni – le responsabilità sono orfane, probabilmente, perché nella vicenda c’è il coinvolgimento di poteri forti». Per questo motivo, si rivolgerà al Capo dello Stato, alla Commissione Parlamentare Antimafia, alla Direzione Investigativa Antimafia e a tutti gli organi inquirenti, la vedova di un lavoratore che, affetto da patologia fibrotica, per paura del mesotelioma, si è suicidato con un colpo di pistola.

 

PHOTOGALLERY

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