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Isochimica Avellino, chiesta l’avocazione delle indagini. Avviata una petizione

A ventitré anni dalla sua chiusura, la Isochimica S.p.A. di Avellino non è stata ancora bonificata dall’amianto. E non c’è ancora nessun indagato, sia per le decine e decine di lavoratori e semplici cittadini che nel tempo si sono ammalati di patologie asbesto correlate sia per la violazione delle norme sulla sicurezza. Il sindaco Giuseppe Galasso è stato messo in mora. Una richiesta di risarcimento danni è stata avanzata alla Magistratura inquirente perché faccia emergere responsabilità ed eventuali collusioni ma anche in questo caso, nulla ancora è stato fatto. Per questo motivo, questa mattina, un’istanza di avocazione delle indagini della Procura di Avellino è stata depositata, da ex dipendenti dell’Isochimica e allo stesso tempo delegati dell’Associazione Osservatorio nazionale Amianto, alla Corte di Appello di Napoli, al vaglio del Procuratore Generale della Repubblica.

Nell’attesa di una risposta dalla Procura partenopea e dell’incontro di mercoledì 22 febbraio prossimo con il ministro della Salute Renato Balduzzi, l’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, con la collaborazione dell’avvocato Maria Calderone, ha dato avvio a una petizione popolare per la bonifica dei siti, la tutela dell’ambiente e della salute, il riconoscimento dei diritti delle vittime e per nominare una Commissione d’inchiesta sull’amianto. All’iniziativa hanno già aderito anche altre associazioni. Le sottoscrizioni, che possono essere apposte presso le sedi ONA in tutto il territorio nazionale, saranno poi inoltrate al Parlamento Europeo, al Presidente della Camera dei Deputati, del Senato e al Presidente della Repubblica.

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