Islanda: la guerra di Björk

La bestia è tornata. La bestia dalle molte teste e braccia. Noi siamo gli intrusi della Terra. Noi, gli intrusi della terra fangosa. Perdona questa tribù! Sono le parole che fanno da filo conduttore all’album “Volta” di Björk. “The beast is back”, la bestia è tornata, cioè la Natura che si riprende la Terra, dove gli uomini sono solo ospiti di passaggio.

La rocker dal nome arboreo che significa betulla, ha da tempo sfoderato la sua vena ecologista e sfrutta la sua popolarità per cantare nei suoi concerti i diritti basilari della vita che l’uomo stesso sta annientando e protestare contro i disastri ecologici provocati dalle industrie. Nella top ten delle sue poetiche canzoni, “Earth intruders”, appunto, concepita durante un viaggio in aereo nei territori devastati dallo tsunami, che illustra la sua posizione ambientalista. Poi c’è il singolo “Nattura”, prodotta insieme con Thom Yorke dei Radiohead. Nattura, Natura, appunto, è tutto per Björk. È il nome che ha dato al suo movimento green. È anche il nome del megaconcerto organizzato a Reykjavik nel 2008 con la band dei connazionali Sigur Rós a tutela del paesaggio naturale dell’Islanda.

l'attività di un geyser

Terra del fuoco  e del ghiaccio. Dell’energia geotermica. L’Islanda è uno dei Paesi leader nella produzione e utilizzo dell’energia geotermica come potere elettrico. I pozzi geotermici hanno una profondità di 2,5 km e sprigionano vapore a 300°C generando dai 4 ai 7 MW di elettricità, che assicura circa un decimo dell’intera energia elettrica utilizzata.  Scendendo sotto i 4 o 5 km di profondità si raggiungerebbero temperature di 400° – 600°C, con una produzione tra i 40 e i 50 MW di elettricità.

Ma il Paese dei geyser, in grave crisi finanziaria, vuole privatizzare la produzione di energia geotermica, e si accorda per la vendita della società HS Orka alla canadese Magma Energy per circa 322 milioni di euro. Questa volta, però, la protesta della pop star non si limita solo a canzoni e concerti in difesa della risorsa primaria dell’Islanda. Björk in una lettera inviata al Financial Times denuncia uno stato di corruzione simile a quello che ha portato al crack bancario il suo Paese e che, secondo il quotidiano, minaccia perfino di destabilizzare la coalizione di governo. Secondo la cantautrice, l’energia geotermica che è una risorsa primaria dell’Islanda dovrebbe restare in mano pubblica; l’artista ha anche chiesto al suo governo di rinunciare all’operazione. Björk, poi, scrive anche Ross Beaty CEO di Magma Energy.

Bjork in concerto "the Volta Tour"

“Potrebbe essere che Magma non voglia aiutare gli islandesi, come lei cerca di far capire, acquistando HS Orka ma si vuole acquistare tutto quello che è possibile, consapevoli della posizione debole della nazione. Sappiamo bene che il valore di tutte le nostre risorse naturali aumenteranno drasticamente nel corso dei prossimi decenni. E tu, è per questo che sei qui. Quindi, per favore, non insultare la nostra intelligenza giocando a fare il grande benefattore”. Per i sostenitori dell’accordo, invece, gli investimenti dall’estero sono cruciali per sviluppare il geotermico. Il Financial Time scrive che, apparentemente, Magma Energy non ha compiuto alcun illecito nell’operazione.  Ma il tutto ha suscitato forti disaccordi nella stessa maggioranza di governo. Björk continua una tradizione di famiglia di attivismo politico: suo padre è un sindacalista e sua madre operò lo sciopero della fame per protestare contro un controverso progetto idro-elettrico. “Spero che il governo decida di annullare questo accordo. Allora, potrò tornare a scrivere musica”.

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