“Io scelgo il Pianeta” A Bari Il Festival della sostenibilità ambientale

Dieci giorni di incontri, mostre e proiezioni dal26 novembre al 5 dicembre. Trasporto gratis per le prime 60 classi che parteciperanno all’evento

Sceglie Bari per il suo debutto “Io scelgo il Pianeta” il primo festival dedicato al tema della sostenibilità ambientale, in programma dal 26 novembre al 5 dicembre all’interno dei teatri K ursaal Santalucia e Margherita e in altri luoghi della città.
Ideata e organizzata da Cime, la rassegna gode del sostegno della Regione Puglia e del Comune di Bari, della partecipazione dell’Università degli Studi di Bari – Corso di Laurea in Scienze Ambientali e dell’esclusiva collaborazione di National Geographic Italia e Rai Documentari.

L’ambiente raccontato in tanti modi

L’evento affronterà i temi della salvaguardia dell’ambiente spaziando dagli incontri tematici alle esposizioni, dalle performance artistiche alle attività di sensibilizzazione e coinvolgimento del territorio, sotto la direzione scientifica di Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia e delle riviste mensili di settore Le Scienze e Mind. Saranno dieci giorni dedicati al pianeta, con sedici incontri di approfondimento in compagnia di ospiti illustri, come docenti, divulgatori scientifici, giornalisti e fotografi, la proiezione di sei documentari e quattro mostre: “Archeoplastica”, “Poster for Tomorrow: A Planet for tomorrow”, “Il pianeta di Greta” e l’esclusiva mostra internazionale “Planet or Plastic?” prodotta da National Geographic.
“Crediamo che la presenza di questo prestigioso festival a Bari – ha dichiarato l’assessora alle Politiche educative e giovanili Paola Romano – rappresenti un’occasione unica per condividere una riflessione qualificata che ci riguarda tutti: Io scelgo il pianeta mette al centro dell’attenzione, infatti, il tema della sostenibilità ambientale declinandolo in una serie di attività partecipate che coinvolgeranno in particolare i nostri giovani.
D’altronde, secondo il sondaggio condotto dall’ONU e dall’Università di Oxford su 700mila giovani che vivono nei Paesi del G20, sono proprio le ragazze e i ragazzi italiani, insieme a quelli del Regno Unito, ad aver espresso le maggiori preoccupazioni riguardo il cambiamento climatico in atto, segnalando la necessità di agire per contrastarne gli effetti nefasti a tutela dell’ambiente e della vita sul pianeta. Spetta ora alle istituzioni, a tutti i livelli di governo, intercettare questo sentimento, sempre più diffuso, e stringere un’alleanza con le nuove generazioni per mettere in campo azioni incisive, tanto a livello locale quanto globale, con l’obiettivo unico di salvaguardare il pianeta e con esso il nostro stesso futuro”.

Il Comune sposa la causa dell’ambiente

La presentazione del Festival “Io scelgo il Pianeta” a Bari

In occasione del festival il Comune ha previsto la possibilità di trasporto gratuito per le prime 60 classi delle scuole che parteciperanno agli eventi in programma, e la gratuità per gli alunni provenienti dalle famiglie più fragili.
E sempre in occasione del festival, arrivano dal Comune due iniziative. “Una collettiva, affidata alle istituzioni: nei prossimi giorni pianteremo alle porte della città 1.000 alberi  -spiega l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli -grazie a un progetto in collaborazione con una grande azienda italiana, che andranno ad assorbire nel corso della loro vita 700 chili di anidride carbonica ciascuno. Un progetto in linea con quanto l’amministrazione comunale sta portando avanti con la realizzazione di nuovi parchi e spazi verdi, da quelli più grandi come il parco nella ex Rossani, nell’ex Gasometro o quello che sorgerà sull’area della ex Fibronit, a quelli più piccoli che riguardano interventi puntuali in più luoghi cittadini, e con la riqualificazione di aree strategiche come il progetto Costa sud.
L’altra iniziativa è  legata alle scelte individuali di ognuno, necessarie per ridurre l’impatto ambientale: mi riferisco alla produzione di rifiuti e all’opportunità di effettuare un corretto recupero delle diverse frazioni o alla cura e al rispetto dell’ambiente in cui viviamo. Solo attraverso azioni collettive mirate e comportamenti individuali consapevoli riusciremo a preservare la Terra e a consegnarla alle nuove generazioni”.
Da questo punto di vista, l’organizzazione di questo festival appare strategica per consolidare una nuova cultura ambientale e una diversa consapevolezza su un tema di fondamentale importanza”.

I “profughi ecologici”

“È indispensabile innanzitutto immaginare una collettività umana per poter combattere il cambiamento climatico, che riguarda anche i fenomeni migratori e le scelte consapevoli delle comunità – aggiunge l’assessora alle Culture e Turismo Ines Pierucci -. Pochi sanno, ad esempio, che la maggior parte degli immigrati dal Bangladesh proviene dal medesimo piccolissimo distretto di Madaripur, una zona particolarmente colpita dalle alluvioni nel delta del Gange, che da occasionali si sono fatte sempre più frequenti, fino a diventare permanenti. Parliamo in questo caso di “profughi ecologici” che sono stati costretti a lasciare il proprio Paese e scegliere altri luoghi in cui vivere. Quindi alle guerre e alla miseria si aggiungono i disastri ambientali tra le cause dello spostamento di intere popolazioni, dimostrando quanto il cambiamento climatico causato dall’inquinamento sia entrato a tutti gli effetti a far parte della vita e delle scelte quotidiane degli esseri umani, e quanto tutto questo ci riguardi da vicino e debba condizionare le nostre scelte.
Per questo accogliamo con grande interesse il festival che introduce la mostra “Planet or plastic?” che inaugureremo tra qualche giorno nel teatro Margherita”.

Per partecipare al festival

Gli incontri e le proiezioni del festival sono gratuiti, previa prenotazione sul sito www.ioscelgoilpianeta.it e fino ad esaurimento dei posti disponibili.
L’accesso sarà consentito solo con mascherina e green pass.
Per info e contatti: press@ioscelgoilpianeta.it, www.ioscelgoilpianeta.it.

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