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«Investiamo sulla formazione per tutelare la bellezza del territorio»

Architetto, giornalista, Domenico Nicoletti si occupa di gestione del paesaggio, sviluppo locale e pianificazione strategica. Nativo di Vallo della Lucania,l’architetto cilentano ha  coredatto il dossier di candidatura del Parco del Cilento con le emergenze archeologiche di Paestum, Velia e della Certosa di Padula nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, e nella rete delle Riserve della Biosfera dell’UNESCO; dall’aprile di quest’anno è stato nominato direttore scientifico del Parco nazionale dell’Abruzzo.

Il segretario dell'Osservatorio europeo del Paesaggio, Domenico Nicoletti

Attualmente  è Segretario Generale dell’Osservatorio Europeo del Paesaggio, docente di Gestione e Salvaguardia della Aree Protette presso l’Università degli Studi di Salerno e Presidente delle Riserve Regionali Naturali Sele e Tanagro, Monti Eremita e Marzano, è Presidente designato del Club UNESCO Elea, oltre che autore di numerose pubblicazioni sulla gestione delle Aree Protette e il governo del territorio e direttore responsabile di alcune riviste di paesaggio. Dal 2010 coordina presso il Centro Interdipartimentale di Scienze Ambientale dell’Università di Salerno il progetto “Verso la Rete Ecologica della Regione Campania”. Ad Ambient&Ambienti Nicoletti espone le sue idee sulle strategie da adottare per rilanciare il ruolo primario del territorio.

Per Nicoletti i forti interessi impediscono la tutela effettiva di aree marine protette

Da buon “paladino” della tutela delle risorse paesaggistiche, commenta lo stato del territorio italiano che in questo periodo sta vivendo una condizione di arretramento nei confronti del concetto di bellezza. «C’è sicuramente – spiega – il dato legato all’abusivismo edilizio. La situazione del nostro territorio ed il dissesto idrogeologico, in particolare, sono esempi di prevaricazione ed abbandono». Elenca, quindi, una serie di altre carenze. Spiega che «sulle coste, infatti, non riescono ad essere realizzate le aree marine protette e determinate le condizioni di tutela perché gli interessi sono talmente forti che non si riesce a dare quel valore aggiunto che l’Italia merita». Fra gli altri esempi di emergenza c’è al nord il disastro delle Cinque Terre. Ci sono, comunque, tanti altri punti delicatissimi, sui quali bisogna creare una nuova coscienza ed un nuovo modello di gestione del territorio.

La strategia giusta per imprimere l’inversione di tendenza, quindi, è innanzitutto l’investimento sulla formazione. Nicoletti sostiene che « è necessario creare le nuove classi dirigenti attente a questi processi. Sono necessarie, inoltre, nuove norme che mettano i territori nelle condizioni di poter esprimere in maniera più incisiva le proprie identità. Le coste, in questo senso, sono un’occasione straordinaria, un potenziale enorme soprattutto verso il mediterraneo, una nuova frontiera da valorizzare. L’identità – aggiunge – è l’elemento scatenante per la responsabilità ed il rispetto dell’ambiente. Quando le persone inizieranno a capire il valore del proprio territorio, cominceranno a reagire nei confronti delle aggressioni. E’ chiaro che occorre una grossa azione di sensibilizzazione, ma anche nuove norme e modelli gestionali ed operativi». La Puglia, in tal senso, si è dotata di una legge di tutela degli ulivi secolari ed un piano delle coste. Secondo Nicoletti «sono passi in avanti che devono essere partecipati e diffusi. Bisogna costruire laboratori della bellezza, sensibilizzare ed aumentare il livello di consapevolezza. E’ importante, quindi, unire bellezza ed economia e farle diventare opportunità per i giovani».

Nicoletti ha sposato in pieno la causa dell‘Osservatorio europeo del Paesaggio, la cui sede si trova pressola Certosa di san Lorenzo a Padula,e la cui azione  in questo senso, si sintetizza in uno slogan “L’Italia è il giardino più bello del mondo. C’è bisogno di più giardinieri”. L’iniziativa, partita dalla Provincia di Salerno, intende essere un’occasione di formazione ed orientamento futuro per sindaci ed istituzioni che si sono già detti d’accordo per farlo diventare forum e propria sede di coordinamento. I rappresentanti del consiglio d’Europa, invece, lo hanno riconosciuto un’organizzazione non governativa. C’è molto da lavorare, quindi: e Nicoletti si è già rimboccato le maniche.

Area marina protetta di Torre Guaceto

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