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“Elementalea”, il cd di Mario Mariani

Mario Mariani - Elementalea (foto Alessandro Giampaoli)

Mario Mariani, pianista e compositore marchigiano, nonchè ideatore del festival Teatro Libero del Monte Nerone, si racconta ad Ambient&Ambienti per presentare Elementalea, il suo secondo album di pianoforte solo, registrato in presa diretta nella Pineta di Fosto. Non è soltanto una raccolta di brani pianistici. Si potrebbe dire che è un racconto unico, in cui la mente, pervasa dalle melodie dell’autore, rivive in se stessa il ciclo della natura e degli “spiriti elementali”, cui è dedicato il cd.

 Elementalea sembra il racconto della unione quasi mistica con gli elementi della natura. Ma come sono nati i suoi pezzi? Quali sono i presupposti della sua ricerca musicale?

Mario Mariani-Elementalea cd cover

«Intendo Elementalea anche come un “supporto” per la meditazione. Tutti i brani sono nati in una giornata, esprimendomi in quella che io chiamo “composizione istantanea transpersonale”, cioè una sorta di improvvisazione elaborata che unisce le fasi di scrittura ed esecuzione nel presente, facendo riferimento al “transpersonale” inteso come estensione percettiva che si può sperimentare in stati di attenzione profonda, come ad esempio nello Yoga. Nella bonus track c’è inoltre una versione extended del brano Meditation on the inner temple in cui ho aggiunto una frequenza che il cervello riconosce come “onde theta”, sincronizzando i due emisferi cerebrali e producendo lo stato descritto poco fa».

In Elementalea la natura ricopre un ruolo di primo piano non solo come ispiratrice, ma anche come musicista. Si sentono il fruscio del vento, il canto dei grilli, il rumore dell’acqua. A colpire in questo senso però è soprattutto Avioloquium, un duetto con un uccellino. Può raccontarci la genesi di questo brano? Qual è stato il momento più emozionante delle registrazioni?

«Ci sono stati tanti momenti “magici” con particolari sincronie. Già nel neologismo che dà nome al cd c’è il suffisso “alea” che indica qualcosa di non calcolato, di possibile che ha così fortemente ispirato tutto il lavoro. E infatti Avioloquium è nato proprio così: appena dato l’ok al fonico per registrare avevo già un’idea musicale, poi prima di attaccare il brano improvvisamente sento in cuffia (in cui ho sempre avuto il rimando del suono del bosco) il canto di questo uccellino con un chiaro “pattern ritmico e melodico” che ha preso il sopravvento ed è diventato il mio partner in questo brano».

Mario Mariani - Elementalea (foto Alessandro Giampaoli)

Nei confronti della natura, il suo è un impegno concreto. Al di là del fatto, semplice ma di rilievo, che la copertina di Elementalea è fatta di carta riciclata, nel 2011 lei ha dato vita al festival Teatro libero del Monte Nerone, un Festival a impatto zero dedicato alla natura. Quali iniziative ha visto questo evento? È prevista una seconda edizione?

«Il Teatro libero del Monte Nerone è stata la cornice in cui tutto questo lavoro è avvenuto. Un teatro a “impatto zero” costituito da una casetta (che ospitava il pianoforte a coda e l’impianto audio) che si apriva su un palco antistante su cui si sono svolte tutte le iniziative in programma. La prima edizione ha contato un mese e quattro giorni di performance ! La seconda, che è avvenuta quest’anno invece “solo” 12 giorni intensificando però gli eventi in cartellone, cominciando alle 18 con una seduta Yoga, cui seguiva una cena conviviale vegetariana portata e condivisa con il pubblico e infine l’evento in programma. Tutta l’energia elettrica è stata generata da un impianto fotovoltaico messo a disposizione dallo sponsor. Da allora il festival è diventato evento annuale».

 Le precedenti domande ci portano inevitabilmente a quest’ultima: l’artista, oggi, può ricoprire un ruolo sociale? Di quali valori si fa portavoce? La salvaguardia dell’ambiente può rientrare tra i compiti dell’artista?

«Deve rientrare nei compiti dell’artista! E’ a mio avviso finito il tempo dell’arte come espressione autoreferenziale, elitaria e “nichilista” che ha purtroppo “infestato” gran parte del XX°secolo. L’arte deve essere “utile”: deve produrre in chi ne fruisce un “ben-essere” , uno stato che favorisca un contatto con la propria interiorità là dove ci sono tutte le risposte ai quesiti…Questo dovrebbe essere il vero senso della “politica” che, svincolata dalle logiche illusorie di potere e contropotere, sia invece diretta alla persona come unica, insostituibile e, se vogliamo, eterna… La salvaguardia dell’ambiente riassume in se tutto ciò: amore per il prossimo, sia esso umano che animale o vegetale, e rispetto dei beni condivisi, producendo una coscienza che è e sarà alla base del grande cambiamento a cui stiamo andando incontro».

 

 

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