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Interrogazione parlamentare su Petroceltic Elsa

INTERROGAZIONE

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Per sapere, premesso che:

–       l’ufficio Valutazione di impatto ambientale del ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha espresso parere positivo alla richiesta della Petroceltic Elsa di sondare il mare tra il Gargano e le Isole Tremiti alla ricerca del petrolio. Perché la fase operativa abbia inizio, a questo punto manca soltanto la firma del ministro;

–       la Petroceltic Elsa ha avanzato al ministero due richieste: oltre a quella che ha avuto parere positivo dall’ufficio Via, per sondare il mare davanti al lago di Lesina, a 12 chilometri dalle Tremiti e a 11 dalla costa. Anche un’altra che interessa un’area a 7,8 chilometri dalla foce del Fortore e a 4,5 dall’arcipelago paradiso dei sub di fama internazionale, per una superficie complessiva di 528 chilometri quadrati, in una zona in cui la profondità del mare è compresa tra i 40 e i 150 metri;

–       nelle prescrizioni è previsto l’obbligo per la società di dotare le navi di ricognizione di un sistema di avvistamento dei cetacei: per evitare, quindi, di mettere in funzione i sonar che potrebbero disturbare pesantemente gli animali;

–       l’area prescelta, va ricordato, è molto vicina a quella in cui nello scorso dicembre nove capodogli si piaggiarono, davanti alla foce di Varano, sulla spiaggia di Capoiale, e solo due riuscirono a riprendere il mare;

–       le isole Tremiti sono una ricchezza per l’Italia e comprendono una delle tre aree marine protette pugliesi.

–       E’ inconcepibile, si legge in una nota della Legambiente del 19 aprile 2010, pensare di deturpare l’area trasformandola in un distretto petrolifero con tanto di piattaforme, danneggiando il turismo, la salute dei cittadini e la pesca;

–       inoltre è importante evidenziare che l’aumento impressionante che si è avuta negli ultimi anni, infatti sono ben 17 le attività autorizzate nei nostri mari per l’estrazione o la ricerca di petrolio, e coinvolgono  7 regioni. Il tratto di Mar Adriatico di fronte alle coste pugliesi e abruzzesi sembra essere quello che attira maggiormente le attenzioni delle compagnie petrolifere, in gran parte straniere, sebbene il  petrolio del basso Adriatico sia di cattiva qualità: è bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo;

–       è altresì importante sottolineare che i potenziali giacimenti sotto l’Adriatico non sono certo così ricchi da poter in alcun modo influire sull’indipendenza energetica del nostro Paese, e dunque non porteranno nessun vantaggio economico ai cittadini. Quello che causerebbero è invece un danno enorme in termini ambientali, e a farne le spese sarebbe in primo luogo il turismo, che riceverebbe un colpo durissimo se di fronte a coste bellissime sorgessero mostri di acciaio che spingono sulle  rive bitume e catrame;

–       non è sul fronte degli idrocarburi, una fonte il cui utilizzo va in direzione opposta rispetto agli impegni presi contro il mutamento climatico che occorre investire per potenziare il nostro settore energetico. Con 95 MW di idroelettrico, 95,19 di solare fotovoltaico, 1128,75 di eolico e 139 di biomasse, la Puglia risulta essere all’avanguardia delle rinnovabili ed è questa la direzione giusta per lo sviluppo futuro”.

alla luce di quanto sopra esposto si chiede al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare di conoscere:

–       se la ricerca di petrolio  sia compatibile con la tutela del mare, della fauna e della flora marina, nonché con la tutela della riserva naturalistica delle isole Tremiti e se è stato tenuto conto del parere contrario espresso dalla Regione Puglia;

–       non ritenga opportuno non procedere a firmare il decreto di Via relativo a tali attività;

–       quali iniziative concrete di vigilanza si intenda assumere a tutela del patrimonio naturalistico dell’Unesco.

Ferrante, Della Seta

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