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Inquinamento indoor, una ricerca parte dai pavimenti

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inquinamento indoor
La lavorazione dei pavimenti in legno è essenziale per abbattere l'inquinamento indoor

Presentati a Milano i risultati di una ricerca commissionata da Fiemme 3000, specializzata in pavimenti e arredi in legno biocompatibili, al CNR-IVALSA, il maggiore istituto di ricerca italiano nel settore foresta/legno. Come arginare l’inquinamento indoor

Il problema dell’inquinamento ambientale sta diventando grave, una certezza che viene condivisa ormai da tutti o quasi i paesi del mondo; e secondo i dati dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) l’inquinamento indoor (ossia quello dentro casa) è ancora più preoccupante, dato che è ben 5 volte superiore rispetto a quello esterno. In Italia si registrano ogni anno 150.000 casi di malattie legate all’inquinamento indoor.
Altri dati preoccupanti : la popolazione passa fino al 90% del tempo i luoghi chiusi e il 75% delle case in città presenta allergeni. Insomma “casa dolce casa” addio. Nelle nostre dimore ci fanno compagnia tutti i giorni radiazioni, metalli pesanti, derivati del petrolio, sostanze chimiche varie. Sono liberati nell’aria dai mobili, dai pavimenti, dalle vernici, dai prodotti per la pulizia di casa e personale, dalle tappezzerie.

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Inquinamento indoor, per saperne di più

Per questo motivo Fiemme 3000, azienda trentina specializzata in pavimenti e arredi in legno biocompatibili, si è rivolta al CNR-IVALSA per una ricerca scientifica accuratissima sui propri prodotti a partire dalle materie prime, fino al prodotto finito a caccia di sostanze inquinanti e nocive.

Per essere biocompatibile, un pavimento in legno deve essere privo di agenti inquinanto, radiazioni, metalli pesanti, derivati dal petrolio e sostanze chimiche e COV ( Composti Organici Volatili)

La ricerca, durata 18 mesi di analisi e presentata recentemente a Milano, ha dimostrato l’assenza nella produzione dell’azienda trentina di qualsiasi tipo di inquinante, radiazioni, metalli pesanti, derivati dal petrolio e sostanze chimiche e COV ( Composti Organici Volatili); sono invece state riscontrate emissioni “buone” di COV tipici di piante e vegetali tra cui i monoterpeni (come l’Alfa-pinene, che ha dato nome al progetto), sostanze ritenute benefiche e utilizzate in medicinali balsamici.
Marco Felin, ricercatore CNR-IVALSA e responsabile della ricerca ha specificato che «le misurazioni si sono concentrate su oltre 100 campioni di pavimenti, andando ad analizzare tutti i prodotti attualmente in produzione nel loro completo ciclo di vita, per classificare con strumentazione scientifica le emissioni di eventuali sostanze chimiche responsabili della qualità dell’aria e quindi dell’inquinamento indoor».

La val di Fiemme in Trentino, dove ha sede Fiemme 3000, è famosa anche perchè ospita la “Foresta dei violini”, formata da abeti particolarmente idonei alla costruzione di questi strumenti

Analizzati naturalmente molti altri pavimenti in legno di diverse aziende che si dichiarano biocompatibili, ma che hanno dato risultati meno “salubri” perché contenevano una o più sostanze nocive impiegate per ridurre i tempi di produzione a 15-20 minuti.

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In Italia manca una normativa specifica

La scelta di Fiemme 3000 di commissionare la ricerca al CNR-IVALSA è partita dalla mancanza in Italia di una una normativa organica di riferimento sulla qualità dell’aria indoor; leggi specifiche riguardano alcuni agenti responsabili dell’inquinamento indoor (amianto, fumo passivo, radon), mentre linee guida tutelano la salute negli ambienti confinanti e nelle scuole, e le certificazioni esistenti stabilite da istituti privati non assicurano univoci standard internazionali di riferimento, indicando spesso livelli ammissibili molto diversi.
Insomma c’è confusione e secondo l’architetto Leopoldo Busa, esperto in Indoor Air Quality, tra i relatori della conferenza milanese: «Il Progetto Alfa-pinene” si configura come un caso concreto, capace di orientarci verso quella che riteniamo ormai la nuova frontiera della certificazione ambientale (e/o di prodotto) legata alla qualità dell’aria indoor».

 

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