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Inquinamento dei fiumi e frane, Isernia rischia grosso

Il coordinatore regionale del PCL, Tiziano Di Clemente

Inquinamento e degrado nella provincia di Isernia. Su questi due temi da anni il Pcl, il Partito Comunista dei Lavoratori, sta conducendo una grande battaglia. Denunce su denunce per tentare di sensibilizzare l’opinione pubblica sul grave rischio che corre in fatto di tutela ambientale non solo la provincia di Isernia, ma tutto il Molise, regione notoriamente sismica. L’ultimo documento-denuncia del Pcl firmato dal coordinatore regionale Tiziano Di Clemente, riguarda l’inquinamento dei fiumi Carpino e Sordo e una frana che metterebbe a rischio la stabilità delle antiche mura di Isernia. Ma andiamo per gradi. 

Un tratto del fiume Sordo a pochi chilometri da Isernia.

Fiumi da curare – Isernia, il cui nome secondo alcuni studiosi deriva da un’antica parola indoeuropea e che indica “ricchezza d’acqua”, proprio di quell’acqua non riesce a beneficiare   perché negli ultimi tempi è riemerso con prepotenza l’inquinamento dei fiumi Carpino e Sordo. «Nei due corsi d’acqua – dichiara nel documento Di Clemente – sono stati scaricati sicuramente rifiuti nocivi. Non è la prima volta che viene denunciato l’inquinamento del Carpino e del Sordo. Inoltre non riusciamo assolutamente a capire perché il depuratore di Carpinone, a pochi chilometri da Isernia, che doveva servire ad evitare danni ambientali e costato, scusate il gioco di parole, un fiume di soldi pubblici, non solo non è mai servito allo scopo, ma attualmente è in uno stato di abbandono. Di questo argomento già in passato abbiamo interessato la magistratura tramite esposti, ma a tutt’oggi di quello che è stato fatto non sappiamo nulla».

La frana sulle antiche mura di Isernia

Appello al sindaco Brasiello – «E allora – dice ancora Di Clemente – non resta che rivolgerci al nuovo sindaco di Isernia, Luigi Brasiello per portarlo a conoscenza di un altro problema che interessa la città: le frane. Esiste uno smottamento sulle vecchie mura del centro storico che rischia di peggiorare se non si interverrà al più presto. Gli interventi si rendono urgenti perché è a rischio il nostro patrimonio storico e architettonico. Tutto quello che abbiamo denunciato lo abbiamo fotografato. Abbiamo le prove di quanto affermiamo e tali foto saranno presto mostrate al sindaco affinchè si renda conto del grave rischio che corre il nostro ambiente. Inoltre chiederemo con forza a Brasiello – conclude Di Clemente – di pubblicare in tempo reale sul sito del Comune per ogni appalto tutti gli avanzamenti dei lavori e i costi dettagliati. E’ giusto che la popolazione possa sapere tutto quello che fino ad ora è stato esclusivo appannaggio dei palazzi».

 

 

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