Inquinamento da plastica e mascherine, c’è una soluzione

credit_Paolo-Nicolai

Le materie plastiche e quella delle mascherine rappresentano ora un gravissimo problema di inquinamento, ma con la tecnologia e un po’ di “astuzia”, si potrebbe risolvere

 

La mascherine stanno aumentando l’inquinamento da plastica del pianeta. C’era da aspettarselo. Ogni giorno vengono gettate almeno 7 miliardi di mascherine nel mondo. Questi oggetti, se non vengono correttamente smaltiti, diventano elementi inquinanti per l’ambiente. Già oggi, passeggiando per le nostre città e nelle campagne, è facile trovare le mascherine tra l’erba e i fiori. Con la stagione estiva, anche nel mare è possibile trovare le mascherine che, insieme ai vari elementi abituali della plastica, diventano oggetti estremamente pericolosi, anche nell’ottica del contagio. Così come i guanti, anche se, visto l’improvviso ed eccessivo aumento dei costi di produzione all’inizio della pandemia, se ne trovano molto meno.

© Esteban Vega La-Rotta

La riduzione costante di produzione di plastica non riesce e non permette però di smaltire adeguatamente quella esistente. Per frenare questa tendenza, l’Europa ha attivato sistemi e leggi che impediscono la produzione di plastica, eliminando così anche il consumo di oggetti “usa e getta”.

Ma la pandemia ha bloccato gli ingranaggi del sistema. Secondo un rapporto del WWF, le mascherine, realizzate in fibre di plastica, utilizzate come prima protezione indispensabile contro il Covid, stanno diventando “il dramma dei rifiuti plastici che inquinano e soffocano oceani ed ecosistemi terrestri. In acqua, le mascherine tendono a galleggiare, ma ne esistono di più pesanti, che affondano o restano sospese a tutte le profondità. Sono stati già osservati pesci, tartarughe, mammiferi marini e uccelli che le hanno ingerite intere o sono rimasti vittime degli elastici. La mascherina, inoltre, dopo poche settimane di permanenza nell’ambiente si frammenta in microfibre, che possono accumulare e rilasciare sostanze chimiche tossiche e microrganismi patogeni. Ciò che si è dimostrato necessario per la salvaguardia della nostra salute ha un caro prezzo per l’ambiente.”. Oltre alle mascherine, il WWF ha notato anche l’aumento di imballaggi di plastica per gli alimenti, ritenuti più sicuri dagli utenti, nonostante la contrarietà degli studi.

È necessario cambiare subito la rotta. Si può e si deve fare. Iniziamo dalle mascherine.

mascherina Ray Mask

Un’azienda elvetiva, la Osmotex SA, ha realizzato una mascherina che va lavata quando si sporca, che ha una durata minima di 1000 ore e che ha una protezione pari al 99,9998%.

Si chiama Ray Osmotex Active Sterilising Face Mask. È un sistema brevettato, realizzato con strati sovrapposti di filamenti di argento, carbonio, una speciale membrana che cattura i virus e un filtro FFP2/N95. La mascherina permette due processi di sterilizzazione, passiva e attiva. In vendita online dal 1° luglio al costo di 69,00 euro, l’azienda assicura che la mascherina è confortevole, leggera, fresca, con elastici morbidi e regolabili. Due le colorazioni ed è rigorosamente certificata. Chiunque può usarla ma se ne possono acquistare solo due.

iMask3

Tutta italiana, invece, la mascherina multistrato in grado di auto-sanificarsi in 30 minuti. Realizzata da una startup siciliana, iMask3 è certificata, innovativa, antivirale, antibatterica, fungicida, microbicida, citotossica, auto-sanificante, sicura, ecologica, anallergica, utilizzabile 35 giorni per 8 ore al giorno, si auto-sanifica in meno di 30 minuti tramite i raggi solari ed è 100% Made in Italy. Questa mascherina uccide il 99,5% dei virus e dei batteri, non perde il potere filtrante nel tempo e cattura anche le particelle inquinanti. ciò è reso possibile grazie a materiali high-tec sovrapposti: il filtro è racchiuso tra due strati di tessuto brevettato composto da filamenti d’argento. La mascherina è acquistabile online al prezzo di 19,50 euro ed è realizzata in un unico colore.

Anche queste piccole azioni possono ridurre subito il consumo e la produzione di plastica. Sono piccoli accorgimenti, semplici innovazioni, banali gesti che se messi in atto da tutti possono salvare il pianeta.

Articoli correlati