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Inquinamento ambientale a Margherita di Savoia? Il sindaco chiede verifiche dell’Arpa

Inquinamento ambientale saline Margherita di savoia?

“Margherita è bandiera blu, è da mettere al bando ogni possibile forma di inquinamento ambientale ”. Così, il sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano, sul presunto inquinamento delle saline.

Le polveri di quel sale che rende famosa da sempre Margherita di Savoia e le sue saline, da tempo ricoprono alberi, case e automobili dei residenti della zona Erba dei Cavallari, in cui si trova l’impacchettatrice e per parecchi il rischio di inquinamento ambientale è molto forte.  «Abbiamo fatto un test monitorando delle piante di ulivo che si trovano in quella zona –  ha detto il primo cittadino Paolo Marrano ad Ambient&Ambienti – e le piante risultano essere molto provate. Gli alberi sono secchi. Oltre ai danni materiali che il sale, notoriamente un elemento corrosivo, sta provocando – ha proseguito Marrano- non sappiamo se sussistono pericoli per la salute della cittadinanza».

E’ inquinamento ambientale?

Il sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano

Il sindaco di Margherita di Savoia, Paolo Marrano

Due mesi fa, dunque, a seguito di numerose lamentele dei cittadini residenti nella zona dell’impianto di essicazione del sale gestito da Atisale, il sindaco aveva presentato richiesta formale al responsabile alla Asl del distretto I di Margherita di Savoia, e all’Arpa Puglia, chiedendo di verificare il presunto inquinamento ambientale.

I tecnici dell’Arpa, raggiunti telefonicamente, hanno assicurato che sono in corso indagini per verificare lo stato delle cose. Tra pochi giorni si sapranno i risultati delle verifiche. La situazione, assicurano, sembra essere sotto controllo.

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Legambiente: garantire la sicurezza degli abitanti

Anche Legambiente Margherita di Savoia è intervenuta  in merito alla richiesta presentata dal sindaco Paolo Marrano, sottolineando come abbiano inviato nei giorni scorsi una nota di sollecito di risposta e di chiarimenti all’Arpa Puglia, così da dipanare ogni dubbio su tale questione.  Legambiente precisa tuttavia che l’area in cui sorge l’impianto per l’essiccamento del sale esiste dapprima degli anni ’80.  Il Piano Urbanistico Generale datato anni ’70, destinava tutta quell’area agli insediamenti produttivi e non abitativi. «Vista la situazione attuale – affermano da Legambiente – è in ogni caso necessario garantire la sicurezza degli abitanti».

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