Inquinamento acustico: la Puglia supera i 66 decibel

Foto di Mimzy da Pixabay

Sono i dati rilevati dall’app “Ci sentiamo dopo” di Amplifon tra febbraio e luglio 2020. Lecce, Francavilla Fontana e Grottaglie superano i 68 decibel medi 

Ci sono tanti tipi di inquinamento, atmosferico, delle acque e dei terreni, che sono quelli più noti e quelli forse più impattanti per l’ambiente, ma ci sono anche altri tipi di inquinamento, probabilmente più subdoli e meno rilevabili e rilevanti che costantemente nel tempo danneggiano i cicli vitali: l’inquinamento luminoso e l’inquinamento acustico.

Se l’inquinamento luminoso ha sconvolto il ciclo giorno/notte togliendoci anche la possibilità di ammirare il meraviglioso cielo stellato, il rumore di fondo costante delle città ha un forte impatto sulla salute, soprattutto sul sistema auditivo.

Infografica Puglia

Da una ricerca di Amplifon in Puglia, Lecce si rivela la città più rumorosa, con una media di 70 decibel, seguita immediatamente dopo da Francavilla Fontana (BR) con un valore di 68 decibel, ex aequo con Grottaglie. A guidare la classifica delle province più rumorose, troviamo a pari merito Brindisi, Lecce e Taranto con un valore medio di 66 decibel, pari a quello regionale.

Sono questi i risultati di un totale di oltre 1400 misurazioni effettuate in Puglia tra febbraio e luglio 2020 dagli utenti del noise tracker dell’APP Amplifon “Ci Sentiamo Dopo”, lanciata  lo scorso gennaio con l’obiettivo di realizzare la prima mappa pubblica dell’ecologia acustica del nostro Paese e sensibilizzare i cittadini sull’importanza dell’ascolto consapevole.

Le rilevazioni pugliesi hanno dimostrato come l’inquinamento acustico rappresenti, ancora oggi, un problema diffuso nelle città italiane – comune sia a luoghi chiusi sia a spazi aperti e pubblici – confermando la necessità di promuovere messaggi di prevenzione sul benessere uditivo e sulla cultura dell’ascolto responsabile a partire dalla fascia più giovane della popolazione, il più delle volte maggiormente esposta e meno consapevole .

Stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano, infatti, che oltre 1 miliardo di giovani tra i 12 e 35 anni siano a rischio di problemi di udito a causa dell’esposizione incontrollata al rumore1 .

“Proteggere e curare il nostro udito deve diventare una priorità nei nostri programmi di prevenzione, al pari di altre pratiche più comuni”, sottolinea il Prof. Roberto Albera, Presidente della Società Italiana Foniatria e Audiologia (SIAF). “L’ipoacusia da trauma acustico e i disturbi extrauditivi correlati all’esposizione al rumore, quali l’insonnia, la difficoltà di concentrazione con le ricadute sull’attività lavorativa e sulla resa scolastica, l’emicrania, i disturbi cardiovascolari e altri hanno un impatto rilevante sulla qualità della vita ma possono, se affrontati adeguatamente, essere prevenuti. Il percorso di “Ci Sentiamo Dopo” e del suo noise tracker, da questo punto di vista, contribuisce a rafforzare la sensibilità di ognuno di noi, ricordandoci come sia utile imparare a evitare la permanenza prolungata in ambienti rumorosi, a richiedere il rispetto delle norme di rumorosità nelle aree residenziali e a usare otoprotettori in situazioni di particolare rumorosità, peraltro già prevista nell’ambito lavorativo” aggiunge il Prof. Roberto Albera.

App Ci Sentiamo Dopo

La APP “Ci Sentiamo Dopo” e il suo noise tracker torneranno protagonisti, con la ripresa del nuovo anno scolastico, del roadshow Ci Sentiamo Dopo”, progetto di educazione ed intrattenimento sul territorio, volto alla sensibilizzazione degli studenti delle scuole secondarie italiane verso una nuova e più consapevole cultura del suono. Il progetto, presentato lo scorso ottobre in occasione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale, ha coinvolto ad oggi più di 800 scuole e 20.000 studenti e negli ultimi mesi è stato arricchito da una piattaforma di didattica a distanza, messa a disposizione di tutti gli istituti scolastici italiani sul sito www.cisentiamodopo.it.

“Come Amplifon, siamo estremamente sensibili al trend evidenziato dall’OMS e crediamo che sia importante raggiungere i più giovani con strumenti nuovi e partecipativi”, sottolinea Luca Marini, Corporate Communication & CSR Associate Director di Amplifon. “Per questo motivo, il noise tracker della nostra APP Ci Sentiamo Dopo acquisisce grande importanza perché permette a ciascuno di noi di monitorare attivamente suoni e rumori delle nostre città e di collaborare alla generazione di una vera e propria mappa condivisa dell’ecologia acustica. La partecipazione attiva degli utenti pugliesi a questo percorso ci dimostra che sta nascendo una vera e propria community di pionieri di una nuova cultura dell’ascolto responsabile e del benessere uditivo”, conclude Luca Marini.

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