“Inquadriamo i problemi dell’ambiente”

I primi contributi arrivati documentano lo stato della Darsena milanese, parlano di un’espansione industriale che seppellisce una vallata, o fotografano l’ammasso di rifiuti nell’ex Snia di Varedo. Il titolo, ormai già scelto dal cosiddetto popolo della rete, sarà  Itali@mbiente.

MarioTozzi

E, sempre in internet, è disponibile il manifesto del film, redatto dal giornalista e divulgatore televisivo di Gaia, Mario Tozzi. L’idea è partita dal portale AvoiComunicare, lo spazio web ideato da Telecom Italia, e il prodotto finito vedrà la luce per il 5 giugno 2011 giornata mondiale dell’ambiente. Data in cui verrà reso disponibile in rete (scaricabile ed in streaming) e successivamente anche diffuso attraverso i canali tradizionali. Tutta la realizzazione del film sarà guidata dai materiali e dalle indicazioni ricevute dalle persone via web (anche disegni personali, o antiche fotografie per ricordare il passato). Coloro che parteciperanno al progetto saranno citati nei credits del film, divisi per area di competenza (registi, montatori, musicisti, cameraman…) e riceveranno uno special box con il dvd del documentario, oltre ad un piccolo spazio all’interno del sito web del progetto nel quale presentarsi.

Nelle intenzioni dei suoi promotori è dunque il primo film/documentario nato per testimoniare lo stato di salute ambientale dell’Italia e interamente costruito da una community attraverso internet. A partire dalla sceneggiatura, ogni fase della creazione del film sarà condivisa: ideazione, scrittura, riprese, musiche. Quindi, sia come “scrittura orizzontale” della sceneggiatura (nella quale vengono avanzate le segnalazioni sui luoghi degradati), che in termini di videomaking, con centinaia di reporter sul campo che si impegneranno a girare qualche minuto di immagini secondo la traccia guida, scritta da Mario Tozzi, e arricchita da chiunque lo vorrà. Una volta raccolto, il materiale sarà inoltre discusso in rete per il montaggio definitivo. Dopodiché si passerà alla fase di promozione, sul web ma anche in televisione o al cinema.

La darsena di Milano

Le tematiche su cui si vuol porre l’accento sono: il consumo di territorio (ogni anno l’Italia ne brucia 250mila ettari, come nessun altro in Europa), la perdita di habitat e biodiversità (poiché l’Italia è il paese europeo a massima biodiversità); fiumi e laghi perduti (dove le acque dolci sono in grave stato di disagio, più di quelle marine); il problema dell’erosione marina con la perdita di coste e spiagge; la perdita delle foreste e la riforestazione; il traffico urbano; la desertificazione e la perdita di suoli; le cave e le miniere; gli impianti industriali e, ultimo ma non ultimo, il problema dei rifiuti.

Perchè, spiegano, l’ambiente naturale va tutelato al pari (se non meglio, azzardano) di quello culturale e storico: un parco come Venezia o la Cappella Sistina. E quindi non resta che  «comporre una mappa ragionata del disagio ambientale in Italia, una specie di mosaico del nostro paese che venga dall’esperienza di tutti noi».

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